Care amiche, questa settimana vi invito non solo a leggere ma anche ad andare al cinema! Spesso i film sono tratti da libri che si scoprono solo in seguito.
É il caso di “Il diavolo custode” di Philippe Pozzo di Borgo, pubblicato da Ponte alle Grazie.
É la storia vera di un facoltoso uomo d’affari e nobile francese che in seguito ad un incidente con il deltaplano, rimane paralizzato e proprio per questo, assume un badante algerino, una persona completamente diversa da lui, con un passato da teppista e ladro, ma che si dimostrerà un vero amico, un diavolo custode… Quello che mi ha realmente colpito di questo libro, è la bellissima, tragica storia d’amore tra il protagonista e la moglie Beatrice. Innamorati dai tempi dell’università, hanno vissuto insieme tutto, la bella vita ma anche la difficoltà di avere un figlio, il dolore per l’interruzione di tante gravidanze, la rassegnazione e la decisione di adottare una bambina. Ma anche un altro grande dolore: la malattia incurabile della giovane e bella moglie, tanto innamorata quanto sfortunata che gli sta accanto, anche dopo l’incidente che lo rende paralizzato. Insieme, nonostante tutto. Un libro che ha avuto un grande successo e in Francia un vero fenomeno cinematografico, superando anche “Benvenuti al Nord” (il film più visto, da sempre, in Francia).
“Quasi amici-Intouchables” è la versione cinematografica in uscita il 24 Febbraio (domani) anche in Italia e si pensa a una versione americana con Colin Firth.
Per bambini di tutte le età, anche prescolare, arriva questo quadernone di 160 pagine, con scarabocchi, labirinti, giochi di vario tipo, disegni da colorare e tanto altro!
Un libro perfetto per accompagnare i bambini in ogni momento della giornata e non servono abilità particolari, bastano pennarelli, pastelli, fantasia e tanta voglia di fare.
Io l’ho regalato alla mia nipotina e le piace tanto!
“Il grande libro dei divertimenti” – Magazzini Salani
Buona lettura e buona settimana…..
Liliana Russo
La carta che fine farà?
Il cammino del libro parte nella notte dei tempi. All’inizio era una tavoletta.
L’uomo cominciò ad imprimere i propri pensieri da tramandare ai posteri, scolpendo su tavole di roccia segni e disegni, destinati in seguito a diventare parole. Decisamente scomodo: poco spazio, tanto peso e se cadevano, ai posteri rimanevano soltanto i cocci.
Poi venne il turno del papiro, ottenuto dalla omonima pianta, poi quello della pergamena, gentilmente offerta dagli animali e in fine quello della carta, regalata dagli alberi, che iniziarono ad essere abbattuti senza scrupoli.
I libri così iniziarono a prendere forma. Voluminosi e pesanti. E con il passare del tempo, sempre più voluminosi e sempre più pesante (il Codice Gigas: 70 Kg)
Poi, finalmente, è iniziato il percorso inverso: dimensioni e peso iniziarono a diminuire, fino a quando prese forma il tascabile, con la sua scrittura minuscola.
Ma ad un tratto, la rivoluzione tecnologica: sono arrivati i computer.
Dentro di loro spazio da vendere senza dover abbattere intere foreste. Ma presto ci si accorse che, prima di dormire, portarsi a letto un computer (per quanto portatile), non era poi così comodo. Per non parlare dello schermo luminoso che affaticava non poco la vista.
Ma niente paura, da quel momento sono bastati pochi passi per arrivare agli e.Book, i famosi libri elettronici, oggi comodamente leggibile sul foglio di ultima generazione: il Kindle. Che cos’è? Una tavoletta. Incredibile! Migliaia d’anni per tornare ad una tavoletta.
Ma a differenza della sua progenitrice preistorica, questa è leggerissima, grande più o meno come la pagina di un tascabile. Un dispositivo di lettura wirless, con schermo a inchiostro elettronico, perciò leggibile come se fosse carta, senza alcun riflesso. E non solo: ci si possono… scolpire fino a 1.400 libri. Un’intera libreria da potersi mettere in tasca e portare in vacanza con noi. E i costi sono abbattuti: con una media di 2 euro si può acquistare un libro e scaricarlo in 60 secondi!
Bellissimo. Ma il libro tradizionale, che fine farà? Il profumo che emana la carta appena stampata, il fruscio della pagina che gira sotto le nostre dita, gli scaffali pieni di volumi colorati… forse sono un sentimentale, ma se tutto questo sparisse mi dispiacerebbe molto.
Ma si sa: indietro non si torna e ciò che penso io poco importa. Per chi nasce oggi, saranno ben altri i ricordi piacevoli.
Il mondo ormai è digitale. Una volta era virtuoso… oggi è soltanto virtuale. Però chissà: forse, con un po’ di buona volontà, anche noi nati fra la cellulosa, magari riusciremo a percepire il profumo del video e a provare piacere nel sentire il flebile fruscio del dito che scorre sullo schermo… freddo.
Sergio Marchi







