La Tavola di smeraldo – 24° capitolo

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24

 

 

 

Dorotea giaceva inerme sul letto del Maestro, mentre questi, dopo aver recuperato le ampolle e gli alambicchi scampati

alla furia del birro che aveva tentato di uccidere Bernardo, lavorava senza sosta al piano inferiore. Avrebbe fatto l’impossibile per salvare la ragazza.

Per una volta aveva giudicato male Bernardo e questo lo rattristò immensamente. Il ragazzo aveva saputo vedere il

buono che c’era in Dorotea, mentre lui no. Bernardo non si era infatuato soltanto per la bellezza fisica, come aveva

creduto. “Eh, l’età sta iniziando a farsi sentire” si giustificò per evitare di vergognarsi di sé stesso.

 

La ferita era stata lavata e ricoperta con una poltiglia composta da varie erbe medicinali, ma la febbre continuava ad essere alta e Dorotea era scossa da forti fremiti.

Bernardo la stava assistendo dolcemente e faceva in modo che il telo steso sulla sua fronte fosse sempre inzuppato di acqua

fredda.

Ogni tanto il Maestro saliva per verificare che lo stato della giovane rimanesse stazionario e, più che altro, per rincuorare

il ragazzo: – Di sotto tutto sta procedendo a dovere. Dorotea è giovane e molto forte: ce la farà, vedrai –.

– Maestro ditemi una cosa, perché la Tavola ha funzionato con Dorotea e ha fallito invece con quella donna orrenda? Se non

foste intervenuto voi ora saremmo tutti morti. A cosa è servita la nostra fatica? –

– Ti sbagli ragazzo, non ha fallito. Si può liberare qualcuno prigioniero del demonio, ma non si può nulla contro il demonio stesso. Se fosse vero il contrario quello smeraldo

avrebbe salvato il mondo già tremila anni or sono, quando Ermete Trismegisto lo incise.

E poi ricordati che anche un solo essere strappato agli artigli dei demoni può già considerarsi una conquista. Anche rimanesse l’unico. Ma se tu continuerai a fare ciò che hai fatto oggi con Dorotea, il male perderà ben più di un guerriero e si indebolirà. –

– Certo che lo farò. –

– Però è giusto che tu sappia che quella che hai appena dichiarato sarà una guerra terribile e senza esclusione di colpi

da parte del tuo avversario, che sarà tutto fuorché leale. –

– Ma non sarò solo – affermò Bernardo volgendo lo sguardo verso la ragazza. – La sposerò e le nostre forze si uniranno per

sempre. Ma fino a quando non sarà guarita dovremo nasconderci, non possiamo rischiare che gli uomini di Carlo Borromeo ci trovino, non adesso. Poi, sarò io ad andare da lui e gli spiegherò come stanno veramente le cose. La trasporterò nel cunicolo sotto terra e vivrò con lei fino a quando non avrà riacquistato le forze. Voi, invece, farete sapere a mio zio che sono morto insieme a Dorotea per mano della strega e che ciò che avevo trovato è scomparso con Berenice. Così Massalia non vi darà più fastidio e forse anche i birri smetteranno

di cercarci. –

– Mi stupisci Bernardo. La Tavola di smeraldo ha avuto degli effetti miracolosi anche su di te. Non sei più l’acerbo ragazzo

fragile di pochi giorni fa; ora sei un uomo maturo e solido. Vedo che non occorre più che ti dica cosa fare – commentò l’anziano saggio con il cuore che riprese a gioire, prima di tornare nel suo laboratorio.

 

 

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