Dopo aver trattato un argomento che critica la culturaamericana, vorrei trattarne uno che la innalza su un piedistallo: IL RISPETTO.Gioca forza, credo, la mancanza di radici profonde nel territorio americano, lamancanza di una storia antica che li preceda. Sta di fatto che mai come qui hotrovato un popolo che rispetta tutto e tutti. Sono estremamente rispettosiverso lo straniero. In fondo anche loro sono stati stranieri in questa terra enemmeno tanto tempo fa. Se ci si ferma a parlare con loro si scopre che il loroarrivo in America risale al massimo ad un bis-nonno. Poi si perdono le traccedella loro storia personale. Non hanno un forte legame con le loro origini:sanno da quale Stato arrivano i loro avi ma non ne sanno l’esatta collocazionegeografica. Ad esempio quasi tutti hanno un parente italiano ma non sanno didove, spesso non sanno nemmeno se del nord o del sud. Però è fantastico: appenascoprono che siamo italiani ci tengono a dire che anche loro hanno un parenteitaliano. Una ha detto che il nonno del suo fidanzato è italiano… insomma, senon hanno un legame diretto, se lo creano!!! Gli italiani sono molto amati. InAmerica si vedono tantissime coppie miste, cosa che in Italia è ancoradifficile vedere. Se vi capita di andare a New York osservate molto bene i“niuiorkesi”: sono bellissimi! Sono figli di coppie miste che a loro voltaerano già figli di altre coppie miste… e i figli che nascono sono bellissimi.Certo ci sono ancora i “puri” ma sempre di più si mischiano fra loro. Gli Americanihanno comunque molto bisogno di sentirsi parte di una patria. In ogni casaesiste una bandiera spesso esposta all’esterno. Il 4 luglio è per loro cosìimportante perché si sentono parte di qualcosa. E rispettano la loro patria: lestrade, i parchi, i luoghi pubblici sono tutti estremamente puliti (QUASIovunque!). Se vi capita di andare in un bagno pubblico, non intendo quelli neibar, ma quelli per strada, sono sempre puliti e non manca mai la cartaigienicao il sapone. Si lavano sempre le mani e,se se lo dimenticano, ci sono cartelli ovunque per ricordarglielo. Rispettanole loro scuole, i loro quartieri e i turisti. Quando sei circondato dalrispetto ti viene naturale farne parte e quindi anche tu impari a rispettare.E’ una catena. Sono estremamente solidali fra loro: ci sono un’infinità diassociazioni, religiose e laiche, in aiuto di qualcuno o di qualcosa: malattie,eventi naturali, guerre. Anche negli uffici spesso fanno delle raccolte asostegno di una qualche associazione benefica. L’Americano è sempre disponibilead aiutarti, che si tratti di indicarti una strada anche se non gliel’haichiesto, o di cose più importanti. Ho tanti casi di cui parlare in proposito:da quella signora a New York che, uscendo da un negozio, vedendoci con in manouna cartina si è avvicinata e ha chiesto se avevamo bisogno di aiuto. Oppurequando a San Francisco eravamo fermi sul marciapiede ad un crocevia, avevamo inmano una cartina per capire se era meglio prendere la strada di fronte a noi oquella a sinistra; quando abbiamo alzato gli occhi ci siamo accorti che lemacchine erano tutte ferme ad aspettare che noi prendessimo una decisione perattraversare… nessuno ci metteva fretta! Oppure l’altro giorno chiacchierandocol preside di una scuola, un italo-americano… anche lui! Dopo che ci hainvitati ad un evento organizzato dalla scuola in cui i bambini si sonotrasformati, per una sera, in piccoli camerieri, ieri ci ha chiamati e ci haorganizzato una serata per incontrare la comunità italo-americana locale.
Gli Americani sorridono tanto: ti accolgono sempre con grandisorrisi. Quando entri in un negozio ti vengono incontro chiedendoti “come staioggi?” e se possono aiutarti. Sempre sorridendo. Quando esci, anche se non haicomprato niente, ti sorridono e ti augurano buona giornata. Quando ti presentano qualcuno sorridono tantoe sembra siano stra-felici di conoscerti. A mio marito questa cosa non piaceperché si sente preso in giro. A me invece piace e mi fa sentire ben accolta.Mal tollero quelli che ti accolgono col muso brontolando. E’ vero che forsequesti sorrisi e il frasario di benvenuto gli viene imposto dal protocollo, mafa piacere! Un giorno vi parlerò dei protocolli degli Americani che meritano uncapitolo speciale! Ma la cosa che inassoluto apprezzo di più è che ti rispettano PER CIO’ CHE SEI E NON PER COMEAPPARI. Sarà perché loro tanto non sanno vestirsi, sarà perché spesso hannodelle forme strane, sarà perché spesso sono estrosi con pettinature pazzesche,ma loro non ti giudicano. Ti rispettano e basta. Se vai in un bel ristorante intuta o in abito da sera per loro non fa differenza. Se sei elegante apprezzanoe ti fanno i complimenti. Altrimenti pazienza. Se sei simpatico, sei sei BELLODENTRO continueranno a cercare la tua compagnia. Non sono legati alleformalità. Se hai un bel sorriso e ti poni bene, con rispetto, loro tiapprezzeranno anche con uno straccio addosso. Ma se non vali nulla… puoimetterti l’abito più costoso e appariscente che hai nel tuo guardaroba, loro tiignoreranno.
Have fun in USA!
Renata Serracchioli






Che bella la tua descrizione di questo popolo che anche a me piace malgrado in america ci sia stata solo per il mio viaggio di nozze e non a NY. E' un mio desiderio che presto spero di poter realizzare.
Grazie
Uguale all'Italia eh? 🙂
Grazie Renata, che bello questo articolo… Il rispetto. 😉
Ciao Renata, sono tornata ieri dopo una settimana a New York! Settimana che ricorderò per tutta la vita. Il mio primo volo, il mio primo viaggio "tosto", la prima volta in cui sono stata costretta a parlare una lingua straniera, dove il "Professoressa mi scusi, non so come fare questa frase" non risolve il problema… Devo dire che i primi 2 giorni ero un po' in difficoltà, conosco l'inglese di base e riesco a cavarmela bene con il parlato, ma quando mi sono imbattuta con vari accenti e slang, a volte rispondere in tempo efficiente ad una domanda postami è risultato difficile. E proprio in questi casi sorgeva in me un forte malumore: quando chiedevo di ripetere perchè sono italiana e non ho capito, sbuffando o battendo un piede mi ripetevano la frase con tono seccato. Sarà che sono umani e anche loro saranno stati stanchi per il lavoro, sarà che alle casse c'è sempre la coda e non volevano perdere tempo.. Fatto sta che ci sono rimasta male. Il comportamento "americano" che hai descritto nell'articolo l'ho riscontrato invece in tutte le persone di colore che ho incontrato. Persone fantastiche che, come hai detto tu, appena dicevo di essere italiana, spalancavano la bocca ed esclamavano "ooh! I love ITALIA" e mi raccontavano dei parenti. Persone davvero carinissime che al nostro congedo salutavano con: "mmm.. bonna sera, right?".. ecco, per tutto il resto, concordo con te. Anch'io un giorno con la cartina della metro sono stata avvicinata da una gentile ragazza che mi ha chiesto se mi servisse aiuto. Confermo la pulizia delle strade e anche l'esistenza dei cartelli per ricordare di lavarsi le mani! 🙂 incredibile. Mi sono innamorata di NY. Peccato per quei tre o quattro cassieri che ho incrociato.