Il primo giorno di scuola

Con la fine delle vacanze e l’arrivo del mese di Settembre si sente nell’aria l’odore di quaderni nuovi, zainetti, grembiuli e suoni di campanelle che preannunciano l’avvio del nuovo anno scolastico. I primi giorni di scuola sono momenti di festa perché ci si ritrova con i compagni lasciati qualche mese prima per le meritate vacanze, si rivedono i volti familiari degli insegnanti e si è pronti a ripartire per un’avventura di altri 200 giorni sui banchi. C’è, però, chi vive questi primi giorni del mese con una maggiore attesa: i bambini che si accingono a varcare la cosiddetta “scuola dei grandi”, quella scuola primaria tanto sentita nominare dagli adulti, che incute loro un po’ di suggestione da un lato, ma che dall’altro li incuriosisce e li inorgoglisce perché sentono di essere cresciuti. Il primo giorno di scuola è l’inizio di un periodo sicuramente di cambiamento ma anche di fatica sia per il bambino che per noi genitori: dovremo conoscere e stabilire un rapporto efficace con le insegnanti che comparteciperanno all’educazione dei nostri figli; ci saranno compiti che il nostro bimbo dovrà svolgere ogni giorno e saremo noi a supervisionare che vengano svolti in modo corretto. Ci saranno però anche nuovi rapporti di amicizia da stringere sia tra bambini che tra genitori; ci saranno momenti che ci renderanno fieri dei nostri figli e altri in cui ci sembreranno così cresciuti che faremo quasi fatica a riconoscerli.
Come affrontare al meglio questo passaggio delicato dalla scuola dell’infanzia, ovvero dalla scuola intesa come gioco a quella considerata luogo fondamentale di nuovi apprendimenti?
Come sostenere i nostri figli in questo particolare momento della loro crescita? Proviamo a riflettere su alcuni aspetti.
Il genitore dovrebbe:
         Aiutare il bambino a sviluppare le competenze sociali necessarie per un buon inserimento scolastico. In che modo? Magari insegnandogli a negoziare le proprie esigenze, a parlare dei suoi bisogni tenendo però anche in considerazione quelli degli altri in modo da poter trovare una soluzione efficace per tutti.
        Non sminuire le paure che il figlio potrebbe esprimere pronunciando frasi come: “Che vuoi che sia, ci siamo andati tutti!”
        Non aumentare il livello di ansia che il bambino, in modo evidente o meno, inevitabilmente prova tartassandolo di domande, ripetendogli continuamente le stesse raccomandazioni (“Dai retta alla maestra! Stai seduto! Non chiacchierare!”).
        Ascoltare il bambino: i suoi racconti della giornata scolastica, le sue difficoltà e le sue emozioni.
        Rassicurarlo se esprime dei dubbi e intervenire solo se è lui a chiedere aiuto.
        Rispettare la sua autonomia e la sua intimità a livello emotivo: se non ha voglia di parlare delle sue emozioni quando glielo si chiede non insistere ma limitarsi a offrirela propria disponibilità a farlo in un altro momento, quando e se lo vorrà.
In poche parole, anche se il vostro livello di ansia sale in modo costante con l’avvicinarsi del giorno X, non datelo a vedere, mostrate un atteggiamento di tranquillità e fiducia: questo aiuterà il vostro bambino ad affrontare questa nuova avventura con entusiasmo e curiosità. Buon anno scolastico a tutti!
Miss Chiaraluce
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