Più che mai di attualità in questi giorni il libro di Paolo Bracalini, giornalista de la Il Giornale, autore di “Partiti S.p.A.”, pubblicato da Ponte Alle Grazie.
Mi verrebbe voglia di urlare per la rabbia quando sento dire dai nostri politici: “…è un momento difficile, è necessario fare dei sacrifici…”. Ma perché è sempre a senso unico il sacrificio? Perché devono “spremere” i soliti noti, cioè noi, e non si mettono a “tagliare” gli enormi sprechi della politica?
Può sembrare un attacco di demogogia ma se siete amanti delle cifre eccovene alcune: 500 milioni di euro ai partiti per ogni legislatura, tra Camera e Senato; 200 milioni per le elezioni regionali; 230 per le europee.
Solo di rimborsi elettorali, dal 1994 ad oggi, siamo a oltre 2,7 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti i 70 milioni di euro annui destinati ai gruppi parlamentari e gli altri milioni investiti per i giornali di partito… quindi capite che da tagliare ce ne sarebbe, eccome!
Mi chiedo se fossero indispensabili quei 600 milioni di euro versati in 5 anni per i rimborsi elettorali a PDL e PD, perché risulta che conti alla mano, le spese elettorali effettive, siano state molto, ma molto inferiori.
Consideriamo solo i due grandi partiti: il PDL ha speso 20 milioni di euro per la campagna elettorale, sapete quanti ne riceverà di rimborso? Cinque rate annuali da 10,6 milioni per un totale di 53 milioni di euro, due volte e mezza la spesa.
Il PD ha speso per le regionali del 2010, 14 milioni di euro, ne riceverà in cambio 51 dallo Stato (da noi!), un vero affare!
Una montagna di soldi (e le entrate sono moltissime) che non impedisce ai partiti di finire in rosso: malgrado abbiano ricevuto 650 milioni di euro nel giro di qualche anno, il PDL, PD E UDC hanno chiuso l’ultimo bilancio in disavanzo.
Ma come li spendono? Bella domanda, visto che neppure la Corte dei Conti è in grado di capirlo, i partiti godono di una segretezza straordinaria, essendo, secondo la Costituzione, semplici associazioni private (come una semplice bocciofila!).
I partiti gestiscono una montagna di soldi, hanno immobili intestati, decine di dipendenti e società controllare ma a differenza delle aziende cui somigliano, non producono niente, solo un mare di parole… e in questo modo si sono, nel frattempo, regalati enormi privilegi.
Come siamo arrivati a questa situazione, che ci fanno tanti ex politici nel CDA delle fondazioni bancarie, chi controlla i bilanci dei partiti e chi nomina i controllori?
Direi che ce n’è abbastanza per darci un taglio, che ne dite?
Liliana Russo





