Settembre è un po’ come gennaio: la fine delle vacanze è il momento dei bilanci e dei buoni propositi per la seconda parte dell’anno. Passando qualche giorno, o settimana per le più fortunate, in totale (o quasi) relax abbiamo avuto modo di riflettere sulla prima metà di questo 2011, sugli obiettivi che abbiamo raggiunto e su quelli a cui stiamo ancora lavorando. Le ferie offrono a noi donne la possibilità, spesso considerata un lusso, di ritagliarci del tempo da vivere con un ritmo più rallentato. La routine fa assomigliare ogni singolo giorno all’altro, tutti scanditi da impegni improrogabili, responsabilità e doveri non delegabili. I nostri piaceri, ma anche i nostri bisogni di donne, passano inevitabilmente in secondo, ovvero ultimo, piano. Durante le vacanze accade una sorta di magia: ci ritroviamo a passare più tempo con i nostri figlie con i nostri compagni di vita e ci accorgiamo non solo che siamo diverse, ma che ci piacciamo molto di più. Abbiamo un’espressione facciale più distesa, un’aria sorridente, dedichiamo più tempo a farci belle; se non altro sfoggiamo un aspetto sereno e abbronzato che ci fa sentire più sicure di noi stesse, come mamme, come mogli e come donne. Ma le vacanze, si sa, non durano in eterno, e prima o poi si ritorna ai ritmi e alla vita frenetica di sempre. E ci assale la tristezza. Perché non approfittare delle riflessioni fatte in questi giorni tra una camminata sulla spiaggia e una passeggiata sotto la luna per dare un’aggiustatina agli obiettivi da raggiungere per il nostro benessere psicologico e relazionale futuro? Come trasformare le insicurezze che ci accompagnano a casa, sul lavoro e nei rapporti con gli altri in atteggiamenti positivi?
La parola magica è ASSERTIVITA’, ovvero la capacità di esprimere il proprio punto di vista senza prevaricare né essere prevaricati dagli altri, mantenendo una comunicazione equilibrata all’interno di una relazione interpersonale.
In che modo raggiungere questo risultato? Sembra una Mission Impossibile degna del migliore agente speciale, ma con un po’ di allenamento è più semplice da attuare di quanto si immagini. Proviamo a mettere in pratica questi piccoli suggerimenti:
1 – aumentiamo la consapevolezza di noi stesse. Chiediamoci: cosa c’è al centro del mio cuore? Quali sono i miei bisogni, i miei desideri, i valori come persona (senza tener conto di tutti i ruoli che ricopriamo come mogli, mamme, professioniste…)? Questo ci aiuterà ad essere assertive e comportarci in modo coerente ai nostri bisogni e non a quelli degli altri.
2 – Per affermare la nostra volontà dobbiamo crederci noi per prime. Chiediamoci: quali sono gli aspetti di me che mi piacciono? Non possiamo essere felici se non riconosciamo di avere dei pregi e ci basiamo solo sulle aspettative degli altri.
3 – Ripetiamo ad alta voce: Io sono… aggiungendo il nostro nome. I nostri sentimenti ci legano indissolubilmente ai nostri figli, mariti e affetti. Ma una relazione simbiotica, a lungo andare, non è mai sana. E’ normale desiderare di stare con le persone che amiamo ma non dobbiamo aver paura di allontanarci e ritagliarci il nostro spazio. Essere autonome non significa essere autosufficienti dal punto di vista affettivo; vuol dire essere consapevoli di noi stesse, del nostro valore, al punto di non temere l’abbandono o la solitudine.
4 – Distinguiamo il bisogno dal desiderio: se abbiamo paura delle nostre debolezze diventeremo ansiose, accusatrici, arrabbiate con gli altri perché non saranno mai in grado di soddisfare le nostre aspettative. I nostri bisogni sono importanti per noi ma dobbiamo accettare anche la possibilità di fallire senza sentirci sbagliate. Chiediamoci: quali sono i miei bisogni? E quali i desideri? Impareremo così a distinguere le esigenze reali dagli obiettivi da raggiungere.
Forse all’inizio sarà necessario un po’ di allenamento ma ogni grande cambiamento comincia pur sempre da un primo passo, e se l’obiettivo è una maggiore serenità con sé e con gli altri, forsevale la pena di provare, no?
Miss Chiaraluce






Questo post capita al momento giusto, si.
E per rispondere alla domanda..oh si che ne vale la pena!
Grazie dei consigli.
Diana
Riflessioni e consigli utilissimi. Da tenere a mente, soprattutto nei momenti "no".
gran bel post, anch'io oggi sono in vena di riflessioni…
ciao
Paola
…assertività… mi piace questa parola!
Anna
Bellissimo post , invertirei solo l'ordine , tenendo in considerazione le single senza figli, come me , e quindi : donne, mamme e compagne… anche perchè quest'ultime prima sono nate donne e poi tutto il resto… un saluto a tutte !
Che bel post, tutto da tenere a mente. Grazie!
@Alice: … Vedi? Il problema delle mamme è che spesso devono ricordarsi di essere anche donne. Ma ti assicuro che anche se questo avvinene, "l'ordine" non cambia: "mamma", rimane al primo posto, e sarà sempre così, per una mamma. Ciao e grazie di essere passata 😉
Penso che possa servire a tutte noi, mamme e non, single e conviventi, ognuna di noi può aver bisogno di superare ansie, tristezze delusioni e/o sentirci sbagliate… quindi vale per tutti la ricerca… il ritrovarsi con noi e con gli altri!
Flavia
@Flavia: Credo che tu abbia proprio ragione. Grazie. 😉