“Corano, libro di pace”

Massimo Jevolella studia da trent’anni la cultura islamica medievale. Ha tradotto dall’arabo e curato “Il libro dei cerchi” di Ibn as-Sid (1984) e l’”Alchimia della felicità” di Ibn ‘Arabi (1996). È autore di numerosi saggi, tra i quali ricordiamo “Non nominare il nome di Allah invano” (2004), “Le radici islamiche dell’Europa” (2005), “Saladino, eroe dell’Islàm” (2006), e “Rawa” (2008).

Per Urra ha tradotto e curato “Il collare della colomba” di Ibn H∙ azm (2010).

“È particolarmente importante, allora, ascoltare la voce di chi da decenni cerca di conoscere gli orizzonti dell’altro, di capirne il colore e il calore, di discernere le deviazioni e gli stravolgimenti di un messaggio che si ritiene ‘disceso dall’alto’. È quanto fa Massimo Jevolella in un agile saggio, esemplare per chiarezza”. (A proposito di “Non nominare il nome di Allah invano”)

Enzo Bianchi, “La Stampa”, 2004

“Rare volte mi è capitato di leggere un libro di storia così preciso e ben documentato, ma al tempo stesso scritto così bene, come un avvincente romanzo”. (A proposito di “Saladino, eroe dell’Islàm”)

Corrado Augias, Le Storie, Rai 3, gennaio 2007

“Il professor Massimo Jevolella, islamista e scrittore, è uno dei più attenti studiosi di problematiche islamiche e a nostro avviso uno dei più intelligenti. Quattr’anni dopo l’11 settembre, in pieno furore fallaciano, ha dato alle stampe un saggio dal titolo provocatorio, si direbbe in termini giornalistici, ma che noi preferiamo definire semplicemente equilibrato e assai informato: Le radici islamiche dell’Europa”.

Luca Bistolfi, “East Journal”, luglio 2011

Il Corano mai come negli ultimi anni incuriosisce il lettore occidentale, interessato a scoprire il contenuto di un testo soggetto a interpretazioni controverse, che sono state all’origine di visioni contrapposte e azioni conflittuali, talvolta dall’esito drammatico. Ma qual è il significato del testo arabo, spogliato il più possibile dalle “infrastrutture” interpretative culturali e religiose? Il volume presente è un’edizione antologica del Libro sacro dell’Islàm, è una proposta per una chiave di lettura spirituale e laica al tempo stesso, assai lontana dagli schemi dogmatici e dottrinali, ma tesa a mettere in risalto gli aspetti profondi del Corano, e la vitalità universale del suo messaggio. Racchiude una selezione di oltre duecento brani suddivisi in nove capitoli tematici. Ogni capitolo presenta i brani nella successione tradizionale delle “sure” coraniche.

La traduzione si fonda su una ricerca rigorosa di adesione al testo arabo, sia nel senso lessicale, sia in quello strutturale-sintattico. Rinuncia quindi sia alla fascinazione di una versione “poetica”, sia alla tentazione di una versione “interpretativa”, optando per il totale rispetto del testo originale ma cercando sempre di evitare l’aridità letteraria. I commenti oltre a comprendere le note esplicative di base necessarie per collocare temporalmente e culturalmente il contenuto del testo, allargano il discorso in una direzione esegetica del tutto innovativa, che vuole cogliere le contaminazioni, le influenze, i reciproci arricchimenti intercorsi tra Islàm e Occidente. In tal modo, il lettore potrà cogliere dalle parole del Corano gli spunti per una riflessione “ecumenica” o interculturale, che abbraccia molteplici ambiti storici e spirituali del mondo orientale e di quello occidentale: dal pensiero cristiano alla filosofia moderna, dalla visione mistica dei sufi alle idee della scienza contemporanea, con riferimenti a sant’Agostino, Kierkegaard o Albert Einstein.

(la redazione)

 

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