Ieri sono andata alla recita natalizia di mio figlio, a scuola. I bambini hanno recitato ognuno una poesia diversa dall’altro e sono stati tutti bravissimi.
Hanno ricevuto una marea di applausi dalle loro mamme e dai loro papà, ed erano felici. Orgogliosi di sé e felici. Anche i genitori lo erano: felici e orgogliosi dei propri figli.
Quando mio figlio ha terminato di recitare la sua poesia, io e suo papà ci siamo guardati pensando (senza dirlo che intanto si capiva): “Ma quando cavolo l’ha studiata?”, che lui è quello che fa tutto in cinque minuti perché sei son già troppi… e non ce ne siamo accorti che avesse una poesia da imparare a memoria. Ci ha spiegato poi che doveva essere una sorpresa per noi e quindi non ci aveva detto nulla.
A tavola, la sera, ha detto che avrebbe dovuto portare a scuola un gioco (nuovo o usato ma in buone condizioni), da consegnare a Babbo Natale il quale lo avrebbe portato ai bambini che trascorreranno il Natale in ospedale.
Ecco, oggi il mio pensiero va a loro. A questi bambini e ai loro genitori.
Antonella Pfeiffer – LaAntoBlog






