L’ultimo sopravvissuto

In questi giorni ho letto, in formato ebook, “L’ultimo sopravvissuto” di Sam Pivnik e pubblicato da Newton Compton.

 

ultimo sopravvissuto

È un libro molto toccante, non facile da leggere perché racconta l’Olocausto. Un libro che lascia il segno e che fa riflettere, e anche che ti spezza il cuore perché sai, purtroppo, che quello che c’è scritto è vero.

La storia, autobiografica, racconta di come un bambino di tredici anni veda drasticamente cambiare – quando la Germania invade la Polonia (settembre 1939) – il mondo intorno a sé e la propria vita. Racconta della paura, dell’umiliazione, dell’isolamento, del ghetto, dell’ingresso ad Auschwitz-Birkenau, della repentina “deumanizzazione” e del numero marchiato sul braccio di quelli ancora vivi, quelli cui non era stata riservata la “disinfestazione” tramite Zyklon B che, al contatto con l’ossigeno, si trasformava in gas cianidrico, letale al 100%.

Questo libro racconta di come un ragazzino tenti di sopravvivere, da solo, al terrore e alla follia umana. La follia di uno, di un pazzo, appoggiato e osannato da un intero popolo. E non solo.

Un’amica, non so se per spavalderia o per eccessive aspettative riguardo all’intelligenza di suo figlio di dieci anni, mi ha chiesto se è un libro adatto ai bambini. No, secondo me, non è un libro adatto ai bambini perché è difficile da “digerire” per gli adulti stessi. Non è un libro che farei leggere a mio figlio a dieci anni di età. Vorrei che mio figlio, a dieci anni, sapesse a memoria “Il Piccolo Principe” e non come, in una pagina nera della storia del secolo scorso, venissero ammazzati altri bambini. Probabilmente leggerà anche questo ma a tempo debito e comunque dopo aver letto “Se questo è un uomo” di Primo Levi che, ricordo, a me fecero leggere in seconda media.

“Alcuni sopravvissuti dicono di aver sentito la presenza di Dio accanto a loro nonostante tutto ciò che accadeva. Io non riuscii mai a percepirlo. Auschwitz-Birkenau e Furstergrube non hanno fatto di me un ateo, ma mi hanno reso consapevole di una cosa: a Dio non era permesso l’ingresso oltre la recinzione perimetrale e il filo spinato”

(da “L’ultimo sopravvissuto” di Sam Pivnik)

Antonella PfeifferLaAntoBlog

 

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *