Lo ammetto, ieri sera ho guardato il Festival di Sanremo: divano, pigiamino, copertina e tisanina. Sarà che ieri, su Twitter, mi hanno aggiunto al gruppo “Fashionable people” (sì, a me…) che ho voluto essere proprio alla moda ma non posterò la foto della mia “mise”, non solo per rispetto verso di voi ma, soprattutto, verso me stessa. Non so quanti Italiani abbiano seguito quest’anno la prima serata del Festival, comunque io l’ho fatto e voglio dirvi le prime impressioni a caldo, senza avere ancora letto le notizie al riguardo.
Sono andata a letto dopo la performance (perché proprio di performance si è trattata…) di Al Bano e Romina che mi hanno dato il colpo di grazia. Non seguo molto il gossip, quindi non so dire se i due siano tornati insieme oppure no, non credo perché mentre cantavano (dopo 24 anni, dico… 24 anni che non lo facevano più) non si sono guardati in faccia neppure per un istante, deludendo le aspettative delle quarantaduenni di oggi che si aspettavano di vederli cantare come facevano un tempo, mano nella mano e con gli occhi innamorati. Perché, ditemi, chi non ha mai sognato, da piccola, sulle note di “Felicità”? Va bene che l’amore può finire ma io preferisco ricordarli così (quando Al Bano – che a mio parere ha ancora una potenza vocale invidiabile e fa le flessioni meglio di me – non sbagliava clamorosamente la tinta dei capelli):
E veniamo a Tiziano Ferro, il superospite: l’ho trovato semplicemente divino. Potete fare le “dure” quanto volete ma la sua musica fa sognare, persino le quarantaduenni. Sarà la premenopausa in agguato… Già dopo “Non me lo so spiegare” mi sono pentita di non avere avuto una tavoletta di cioccolato a portata di mano.
I vestiti delle Veline? Ah, no, ho sbagliato programma… delle Vallette, le Vallette: ecco, da vera “Fashionable people”, mi permetto di dire che Emma (la Bionda) indossava un abito bianco (o avorio) di pizzo che mi ha ricordato tanto l’abito da sposa della Barbie che mi hanno regalato per il mio sesto compleanno, stile i centrini che cuciva mia nonna con l’uncinetto. Mi è parso la “fasciasse” (ma la tv ingrassa) in modo esagerato, non riuscendo a farla apparire così tanto Principessa come aveva appena affermato di sentirsi. Quando ho visto entrare in scena Arisa (la Mora… perché – dico – mica puoi mettere a Sanremo due vallette bionde o due more, guai… si rischierebbe di destabilizzare il popolo italiano, cambiando, dopo 65 anni, le cose), con un abito rosso fuoco, pieno di balze, la tisana mi è andata di traverso perché, invece, mi è venuto in mente un uovo che, secoli fa, mi avevano regalato a Pasqua.
I cantanti in gara? Chiara, un flash. Ho letto su twitter un commento non molto generoso che diceva che, probabilmente, si è vestita come Titti di gatto Silvestro per distogliere l’attenzione dalla canzone. Alex Britti: bella la canzone e bello lui quindi lo farei anche vincere. Mi è piaciuta molto anche la canzone di Malika Ayane, una voce pazzesca.
Ah, neppure un fiore sul palco… sarà perché ce ne sono già tanti fuori dal Teatro dell’Ariston.
Basta, “a caldo” non ricordo altro. Anzi… sì. Bruttissimo, a mio avviso (sarà che sono mamma), l’ingresso di quel comico, Siani: un umorismo che non mi ha fatto ridere per niente. Qualcuno glielo dica, a questo signore, che anche se fare battute è il suo lavoro, non si può permettere in alcun caso di prendere in giro un bambino che non vede l’ora di venire a stringerti la mano, perché un po’ robusto. Se fossi stata la madre del bambino lo avrei ribaltato. Caro signor Siani, pensi a fare il suo mestiere lasciando stare i bambini, grazie. A nome di molte mamme.
Sì, penso che lo guarderò anche stasera, almeno finché non mi calerà la palpebra… perché Sanremo è Sanremo.
Antonella Pfeiffer





