“La fattoria degli animali” di George Orwell, è un libro che ho riletto volentieri dopo mille anni e che, penso, sarebbe bello leggessero tutti i ragazzi delle scuole superiori. È incredibile, infatti, come possa ancora apparire attuale, sebbene sia una delle più celebri opere del secolo scorso.
“La fattoria degli animali” non è altro che un’acuta satira contro il totalitarismo e credo possa insegnare molto a tutti noi, adulti e adolescenti.
Per lo meno, sono certa che, attraverso la grande saggezza di questa storia, ognuno di noi possa accrescere il proprio giudizio critico e riflettere riguardo alla società in cui viviamo, a ciò che sta diventando o è già diventata.
La quarta di copertina di questo libro spettacolare recita queste parole: “Stanchi dei soprusi, gli animali di una fattoria decidono di ribellarsi agli umani e, cacciato il proprietario, danno vita a un nuovo ordine fondato sull’uguaglianza. Ben presto, però, emerge tra loro una nuova classe di burocrati, i maiali, che con astuzia, cupidigia e prepotenza si impongono sugli altri animali”. Fanno già riflettere soltanto queste parole, dico.
Una cosa che mi ha divertita molto e anche una differenza che ho notato rispetto alla prima volta in cui ho letto questo libro, da adolescente, è che ora sono riuscita a dare un volto (o un muso) più o meno a ogni animale. E sì, mi sono venuti i brividi, ché sono sempre più convinta sia meglio, certe storie, lasciarle nei libri.





