I compiti a casa

 (Image from google)
L’anno scolastico è iniziato e, dopo i primi giorni passati a creare i rapporti di amicizia con i nuovi compagni e insegnanti o a riallacciare quelli interrotti dalle vacanze, si è entrati nel vivo della vita scolastica. Ritmi e orari si fanno più serrati così come doveri e impegni che pian piano vanno ad occupare gran parte del tempo che, nella stagione estiva, era dedicato allo svago e al gioco. Oltre alla concentrazione e al lavoro che ai nostri piccoli vengono richiesti in classe durante le lezioni, altrettanto impegno è necessario a casa per svolgere le attività che vengono assegnate come completamento del percorso didattico. Ebbene sì, specialmente per gli iscritti alla prima classe della scuola primaria, il momento dei compiti a casa può rappresentare un dramma non solo per i seienni ma anche per i genitori: questi, infatti, spesso si vedono costretti ad intavolare discussioni allo scopo di convincere i figli a sottrarre altro tempo al gioco per dedicarsi allo studio. Il processo di negoziazione dei tempi e modalità può sfociare anche in ricatti (“Se non fai i compiti niente videogiochi per una settimana!”) e creare tensioni tra gli stessi coniugi che hanno difficoltà a concordare un metodo efficace.
Come aiutare i propri figli in questo delicato passaggio dallascuola come gioco alla scuola come percorso di crescita? 
Riflettiamo su alcuni punti che potrebbero esserci d’aiuto.
         Distinguiamo il tempo del dovere dal tempo del piacere: i bambini hanno il diritto di muoversi, fare sport, rilassarsi dopo una mattinata impegnativa dal punto di vista della concentrazione. Stabiliamo una suddivisione equa tra tempo dedicato ai compiti e tempo per le attività extra e manteniamola con fermezza.
         Instauriamo una routine: concordando e concedendo al bimbo un periodo temporale di relax e di attività libere dopo il pranzo gli permetteremodi ritrovare una maggiore concentrazione dadedicare allo studio.
         Decidiamoil luogo più idoneo allo svolgimento degli esercizi: lontano da tv, videogiochi, fonti di distrazione. Un posto ben illuminato e tranquillo che favorisca l’attenzione. 
         Ricordiamoci di sostenerlo: il genitore non dovrebbe mai rimproverare o umiliare il figlio se si accorge che ha sbagliato qualcosa ma dimostrargli che ha fiducia in lui e nelle sue capacità.
         Dialoghiamo: se ci sono difficoltà non sostituiamoci a lui offrendogli la soluzione già pronta ma stimoliamolo ad arrivarci da solo. In sostanza, aiutiamolo a diventare autonomo.
         Non dimentichiamocidi ascoltarlo: non solo rispetto ai problemi che incontra ma soprattutto alle emozioni che prova in quel momento. Sentirsi accolto e capito lo aiuterà a giungere più velocemente alla risoluzione delle difficoltà.
         Siamo assertivi: una volta concordate insieme le regole facciamo in modo che vengano rispettate da tutti, in primis dagli stessi genitori. Essere coerenti è l’esempio più importante che possiamo fornire ai nostri figli.
Non dimentichiamoci che, per la buona riuscita del percorso educativo, è fondamentale che scuola e famiglia collaborino in sinergia. Se riscontrate difficoltà persistenti o comportamenti anomali del bambino che si prolungano nel tempo, non esitate a chiedere un colloquio con le insegnanti perché insieme si possano risolvere al meglio le problematiche per il benessere di vostro figlio.
Miss Chiaraluce
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