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L’anno scolastico è iniziato e, dopo i primi giorni passati a creare i rapporti di amicizia con i nuovi compagni e insegnanti o a riallacciare quelli interrotti dalle vacanze, si è entrati nel vivo della vita scolastica. Ritmi e orari si fanno più serrati così come doveri e impegni che pian piano vanno ad occupare gran parte del tempo che, nella stagione estiva, era dedicato allo svago e al gioco. Oltre alla concentrazione e al lavoro che ai nostri piccoli vengono richiesti in classe durante le lezioni, altrettanto impegno è necessario a casa per svolgere le attività che vengono assegnate come completamento del percorso didattico. Ebbene sì, specialmente per gli iscritti alla prima classe della scuola primaria, il momento dei compiti a casa può rappresentare un dramma non solo per i seienni ma anche per i genitori: questi, infatti, spesso si vedono costretti ad intavolare discussioni allo scopo di convincere i figli a sottrarre altro tempo al gioco per dedicarsi allo studio. Il processo di negoziazione dei tempi e modalità può sfociare anche in ricatti (“Se non fai i compiti niente videogiochi per una settimana!”) e creare tensioni tra gli stessi coniugi che hanno difficoltà a concordare un metodo efficace.
Come aiutare i propri figli in questo delicato passaggio dallascuola come gioco alla scuola come percorso di crescita?
Riflettiamo su alcuni punti che potrebbero esserci d’aiuto.
– Distinguiamo il tempo del dovere dal tempo del piacere: i bambini hanno il diritto di muoversi, fare sport, rilassarsi dopo una mattinata impegnativa dal punto di vista della concentrazione. Stabiliamo una suddivisione equa tra tempo dedicato ai compiti e tempo per le attività extra e manteniamola con fermezza.
– Instauriamo una routine: concordando e concedendo al bimbo un periodo temporale di relax e di attività libere dopo il pranzo gli permetteremodi ritrovare una maggiore concentrazione dadedicare allo studio.
– Decidiamoil luogo più idoneo allo svolgimento degli esercizi: lontano da tv, videogiochi, fonti di distrazione. Un posto ben illuminato e tranquillo che favorisca l’attenzione.
– Ricordiamoci di sostenerlo: il genitore non dovrebbe mai rimproverare o umiliare il figlio se si accorge che ha sbagliato qualcosa ma dimostrargli che ha fiducia in lui e nelle sue capacità.
– Dialoghiamo: se ci sono difficoltà non sostituiamoci a lui offrendogli la soluzione già pronta ma stimoliamolo ad arrivarci da solo. In sostanza, aiutiamolo a diventare autonomo.
– Non dimentichiamocidi ascoltarlo: non solo rispetto ai problemi che incontra ma soprattutto alle emozioni che prova in quel momento. Sentirsi accolto e capito lo aiuterà a giungere più velocemente alla risoluzione delle difficoltà.
– Siamo assertivi: una volta concordate insieme le regole facciamo in modo che vengano rispettate da tutti, in primis dagli stessi genitori. Essere coerenti è l’esempio più importante che possiamo fornire ai nostri figli.
Non dimentichiamoci che, per la buona riuscita del percorso educativo, è fondamentale che scuola e famiglia collaborino in sinergia. Se riscontrate difficoltà persistenti o comportamenti anomali del bambino che si prolungano nel tempo, non esitate a chiedere un colloquio con le insegnanti perché insieme si possano risolvere al meglio le problematiche per il benessere di vostro figlio.
Miss Chiaraluce






I tuoi sono sempre degli ottimi consigli. Grazie.
Utilissimo anche per me… col Trappolino in Prima… 😉
Spero davvero che possano esservi utili, grazie a voi! : )