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Nota giornalista e conduttrice televisiva, Francesca Senette è anche una donna impegnatissima nel Sociale: testimonial della Lega italiana per la lotta contro i tumori, sostenitrice di Intervita Onlus (per i progetti contro la violenza sulle donne e a sostegno dei bambini in Cambogia, Benin, Nepal e Brasile), presidente di Food & Life Onlus e volto della campagna della Fondazione Umberto Veronesi a difesa della salute della pelle. Da cinque anni scrive di moda e Made in Italy sul suo blog www.birkin.it e ha ideato e conduce su EasyBaby-Sky il docu-factual “Diario di un bebè”.
Il suo libro, “Cose che non mi aspettavo (quando stavo aspettando)”, appena pubblicato da Kowalski, è una sorta di memoir e manuale che si propone di accompagnarci alla scoperta della gravidanza e dell’essere mamma in modo ironico ma allo stesso tempo realistico.
Incuriosita dal titolo di questo libro, ho disturbato Francesca durante le vacanze pasquali, quindi, a maggior ragione, la ringrazio molto per la sua disponibilità e la piacevolissima chiacchierata telefonica.
Cos’è che non ti aspettavi, quando aspettavi?
Essendo già mamma di Alice che ha otto anni, non credevo, con la seconda gravidanza, di trovarmi ad avere a che fare con dubbi, angosce e pensieri tipici della prima esperienza. E non mi aspettavo neppure di avere ancora così tante cose “nuove” da vivere.
Sono state due gravidanze differenti l’una dall’altra?
Sono state entrambe molto belle ma quando aspettavo Alice eravamo solo io e la mia pancia (la mia priorità), con Tommaso è stato diverso perché, questa volta, oltre alla mia pancia, dovevo pensare giustamente anche ad Alice e alle sue esigenze. Così mi sono trovata inaspettatamente di fronte alla novità di “gestire la pancia” cercando, in contemporanea, di non privare Alice di qualcosa.
È stato difficile?
Ma no, alla fine, noi donne – magari con un po’ di fatica – riusciamo sempre ad organizzarci.
Ma come ti è venuta l’idea di scrivere questo libro?
“Cose che non mi aspettavo” è nato dalla voglia di fissare, nero su bianco, i pensieri e le riflessioni di questa mia gravidanza con la speranza che possano essere di aiuto e di supporto alle altre mamme. In fondo, è come se fosse una trasposizione del mio programma su EasyBaby-SKY che ha riscosso un notevole successo tanto che attualmente stanno trasmettendo le repliche.
Quindi molte donne “con la pancia” si ritroveranno certamente in ciò che hai scritto…
Credo di sì perché si tratta di pensieri che, penso, “sentano” tutte le donne che aspettano un figlio. Non ho fatto altro che raccontare con ironia ma estrema sincerità la verità, nient’altro che la verità.
Toglimi una curiosità: l’essere diventata madre ha cambiato il tuo essere donna?
Sì, diventare mamma mi ha cambiata nel senso che è aumentata molto la sensibilità nei confronti di ciò che mi circonda, anche come donna.
E il rapporto di coppia si è trasformato?
Si è arricchito e per questo dovrò sempre ringraziare la pediatra che visitò Alice dopo poco tempo dalla sua nascita perché si era accorta che mio marito ed io eravamo totalmente focalizzati sul nostro nuovo ruolo di genitori, rischiando di trascurare il resto. Oltre a una delle solite cremine di cui hanno bisogno i neonati, mi “prescrisse” anche di uscire una sera a settimana a cena con mio marito, di trascorrere del tempo da soli per non dimenticarci di essere anche una coppia. È servito.
Martedì 6 maggio, presenterai la serata di Intervita Onlus all’Anteo di Milano: “Mia mamma è (anche) una Donna”. Ci racconti qualcosa?
Certo, sostengo Intervita e le sue “battaglie” da prima di diventare mamma, sono ormai dodici anni. Un aneddoto che racconto sempre molto volentieri è che il primo Natale che ho trascorso con colui che poi sarebbe diventato mio marito, gli ho fatto trovare sotto l’albero un biglietto in cui c’era scritto che stavamo per diventare genitori “a distanza” di una bellissima bambina. Così è iniziata la nostra avventura e il nostro percorso; siamo stati in molti luoghi a toccare con mano il lavoro svolto da Intervita a favore della scolarizzazione dei bambini e dell’autonomia delle donne di alcune realtà. In Brasile abbiamo portato anche Alice ed è stata una bellissima esperienza… il prossimo anno, probabilmente, andremo in Nepal.
Grazie Francesca e in bocca al lupo per “Cose che non mi aspettavo”… E al prossimo libro!
Antonella Pfeiffer





