Ho incontrato Alex Gasp qualche giorno fa in un caffè di Milano, in occasione della promozione di “Two Steps”, il suo nuovo singolo, che in realtà fa parte di un progetto più ampio grazie alla casa discografica New Music International. Trentatré anni (ma sembra un ragazzino), ciuffo ribelle e la musica nel sangue, Alex è cantante, musicista, compositore, autore, produttore, arrangiatore e anche direttore e docente di tecnica vocale dell’accademia musicale Lizard di Varese, sua città natale.
La passione per la musica lo accompagna, in pratica, da sempre: “Mi sono innamorato della musica a due anni quando mia madre, per farmi stare buono, mi faceva ascoltare i Queen. Non ne ho più potuto fare a meno. A undici anni sono andato al concerto di Mickael Jackson e il giorno dopo ho cominciato a studiare chitarra classica e canto. Dopo il liceo scientifico ho frequentato l’accademia di musica e ho iniziato subito a lavorare”.
Ancora giovanissimo – dopo una prima deludente esperienza con una casa discografica – e con una certa dose di coraggio e determinazione, decide di partire, zaino in spalla, con la sua inseparabile chitarra e comincia così a suonare in piccoli pub e per le strade di tante città europee, imbevendosi di cultura musicale internazionale.
Cosa ti ha spinto a partire? “Avevo estremo bisogno di fare questo viaggio, inteso anche come percorso di vita, come crescita personale. La musica, per me, è libertà e condivisione, avevo bisogno di andare in giro, il più possibile, e di arricchirmi di sound e sonorità internazionale pur mantenendo il mio stile e la mia identità”.
“Two Steps” ha spaccato, come si dice in gergo. Già una quarantina di radio italiane lo stanno facendo passare e ci sono alcune radio in Olanda e in Belgio che lo hanno messo in programmazione… “Sono contentissimo e anche emozionato. Se pensi che sono uno sconosciuto, senza un supporto televisivo per intenderci, quasi non ci credo”.
Senza supporto televisivo, per ora. Probabilmente chi ti ha ascoltato si è accorto che tu la musica la sai fare… “Spero. Per me la musica è tutto: io, quando finisco di scrivere una canzone mi sento bene, sono davvero felice. La musica è dare e ricevere, è lasciare qualcosa di sé. Io cerco solo di farla parlare perché la musica, alla fine, non mente mai”.
Ti faccio una domanda “pericolosa” ma se vuoi puoi rispondermi con diplomazia: cosa pensi dei talent show? “I talent show hanno ammazzato il mercato discografico italiano”.
Un po’ più diplomatico, per favore… “I ragazzi sono bravi, alcuni molto, chi vince ha un contratto per un anno e poi? Poi le case discografiche devono investire nel vincitore dell’anno successivo. I talent show hanno reso il mercato discografico un mercato usa e getta. Così va bene?”, sorride.
Parliamo un po’ di “Two Steps”, testo bellissimo. “Sì, l’ho scritto insieme a Ivan Nossa per il sesto compleanno di mio figlio ma parla di amore universale e può essere rivolto anche a una donna, a un amico… Si può dire che sono anche un papà?”. Certo, così non solo diventerai l’idolo di tutte le ragazzine ma anche di tutte le mamme italiane, ti pare?
E il video? Dopo tre giorni dall’uscita su YouTube aveva già più di 6.000 visualizzazioni. “Il video è bellissimo ed è stato molto divertente girarlo, ti sei accorta che è un disegno? Il regista è Marco Pavone, un mago, è interamente girato in uno studio fotografico con uno sfondo green per sovrapporre le immagini”.
Dopo questa bella chiacchierata Alex è corso a Radio Reporter per andare in diretta e io a scuola a prendere mio figlio, contenta per avere parlato un’ora di musica con un professionista che, sono sicura, merita di fare strada.
Antonella Pfeiffer







