Cos’è un cuoco 2.0? Chiedetelo ad Alessandro Borghese, lo chef che destreggia padelle e fornelli mentre si schiarisce la voce al microfono. E che, mentre pesa le linguine, posta fotografie destinate a diventare virali in un nanosecondo.
Non ha fatto in tempo a incoronare il secondo Junior Masterchef che il bel cuoco romano s’è messo a girare lo Stivale in lungo in largo per i suoi seguitissimi “show cooking”.
A giudicare dal pubblico, ormai, questi show cooking sono meglio delle sfilate avanti e indietro in via Monte Napoleone. Tacco dodici, boccoli appena fatti, rossetto sgargiante, davanti a Borghese è tutto un sussurrare femminile: “Hai visto com’è alto?” si interroga una signora sulla quarantina, “Glielo chiedo o non glielo chiedo un selfie?” si scervella una ragazzina.
E lui, intanto, cucina (accanto al suo fedele secondo “Carletto”), sorride, chiacchiera al microfono.
“Capisco che per chi lo deve fare tutti i giorni, magari due volte al giorno per l’intera famiglia, sia una scocciatura – dice il conduttore televisivo – Ma cucinare rimane un gesto d’amore. Almeno per me lo è”.
Sarà anche un gesto d’amore ma di certo è un gesto d’amore condiviso. Nel vero senso della parola. Borghese è infatti uno dei primi ad avere esportato i suoi segreti in cucina sul web (prima) e in tv (poi): “Questo è vero – ammette appena posa i suoi strumenti del mestiere – Sono stato uno dei primi cuochi a sbarcare in tv e sul web con foto ricette. Sono partito in sordina e poi ho dato a questa formula un aspetto più strutturato. Certo, non immaginavo che la cucina sarebbe diventata un’arte così mediatica, però ci avevo visto giusto. Non credo che si potrà più tornare indietro: il futuro, quello della cucina compreso, è segnato proprio in questo senso”.
Nato a San Francisco da una madre slovacca celeberrima in Italia, l’attrice Barbara Bouchet e da padre napoletano, ci si aspetterebbe che Borghese, l’arte culinaria, l’avesse appresa da qualche cuoco a stelle e strisce. “Macchè – ci spiega lui – la passione per i fornelli viene dall’anima partenopea della mia famiglia: mio padre. Da ragazzino mi incantavo a guardarlo preparare il ragù. Poi ho fatto un bel po’ di gavetta: sulle navi da crociera, nei ristoranti americani e anche in quelli francesi”.
E oggi? “Oggi sono proprietario di un catering che ho voluto chiamare “Il lusso della semplicità”: del resto è questa la mia bandiera”.
Nell’incrocio di culture che scorre nel sangue del cuoco trentanovenne s’è aggiunta da poco una nuova sfaccettatura. Quella della moglie: calabrese doc.
Una brutta notizia per le tante fan che sgomitano di fronte ai fornelli durante i suoi show cooking, tutte intente a prendere appunti: “Per dare un tocco di freschezza usate sempre le erbette – consiglia il giudice di Junior Masterchef – Io uso perfino quelle giapponesi. Dove le compro? Al supermercato. Ma per restare a casa nostra, alla banale maionese preferite una maionese al rosmarino”.
E la platea, durante queste lezioni ai fornelli, non rimane delusa. Borghese non centellina di certo trucchi e ricettine: “Un’idea per qualche ricettina estiva? La marinatura 1,2,3. Bastano 100 gr di zucchero, 200 gr di aceto e 300 gr di acqua per preparare una marinatura semplice ma che fa fare un figurone con quelle verdurine anonime. A proposito di verdurine: mai cuocerle troppo. Le verdure vanno mangiate croccanti. E se non volete rinunciare alla carne, mi raccomando: non usate la forchetta per girarla, solo delle pinze. Naturalmente non c’è bisogno che vi ricordi che, prima di servirla, va lasciata riposare almeno due minuti”.
Ricette a parte, lo chef con codino e pizzetto ha le idee chiare sul suo futuro. “Come mi vedo fra dieci anni? A fare tutto questo – rilancia il cuoco dall’inconfondibile accento romanaccio – Certo, non so se ci sarà Junior Masterchef 2025. A proposito, ad agosto saremo impegnati nelle riprese della terza edizione: questi bambini che partecipano sono incredibili”.
A proposito di cucina e televisione: lui che ormai è un esperto (dal 2004 ha condotto qualcosa come venti programmi tv), dovrebbe saperlo bene. Chef in gonnella, in Italia, non se ne vedono molte. In televisione ancora meno. “E’ vero – ammette Borghese – Ma c’è una ragione ben precisa. Quello del cuoco è un lavoro molto faticoso che lascia poco spazio alla vita privata. A proposito, avete visto quanti uomini ci sono qui fra il pubblico a prendere appunti e seguire la mia lezione? Beate le loro donne!”.
Sara Venchiarutti






