Al lavoro dopo la maternità

(image from google)

Abbiamo trascorso i nove mesi della gravidanza immaginando il suo viso. Abbiamo affrontato i dolori del parto prima di poterlo finalmente conoscere. Quando il frutto del nostro amore ci ha guardate per la prima volta ce ne siamo immediatamente innamorate. I primi mesi, per quanto difficili a volte da affrontare, sono stati scanditi dal suoi ritmi: poppata, cambio, sonno. Ogni nostra giornata, per quanto simile alle precedenti, è stata unica ed irripetibile quanto ad emozioni provate e attimi di vita vissuti insieme. Da mamme la prospettiva cambia: tutto ruota intorno al nostro bambino, cambiano le priorità e si dilatano i tempi. Presto o tardi, però, arriva il momento di tornare a lavoro. Che si ami o meno la propria professione, il rientro rappresenta per tutte una delicatissima fase. Spesso, lo stato d’animo che provano le mamme è una forte ansia: le ragioni sono tante. Innanzitutto perché ci si rende conto che il tempo da passare con il proprio bambino subirà una netta riduzione. Per le mamme che allattano si pone il problema di trovare delle strategie alternative al seno: che sia l’uso del tiralatte o, per i bimbi più grandini, l’inserimento delle prime pappe, questo cambiamento genera comunque preoccupazione. E ci sono molti altri fattori da considerare: a chi lasciare il bambino mentre si è al lavoro? Come modificare al meglio la propria organizzazione familiare?

Insomma le questioni da considerare sono tante ma, in primis, è la mamma a dover affrontare questo cambiamento con gradualità e consapevolezza per poter gestire al meglio il distacco e vivere questo momento senza farsi sopraffare dai sensi di colpa. Come fare?

Focalizziamo a nostra attenzione su alcuni punti.

– Prima di essere state mamme eravamo delle donne con una identità lavorativa: operaie, impiegate, libere professioniste che hanno giustamente lasciato il posto al ruolo materno ma che non sono scomparse. Sono delle parti di noi che è giusto valorizzare perché frutto di anni di studio e di fatica.

– Troviamo, magari scrivendoli, i lati positivi del rientrare a lavoro: che siano aspetti importanti come la possibilità di godere di uno stipendio o semplicemente pranzare (sedute!) con la collega facendo quattro chiacchiere da donna a donna, sono aspetti che possono aumentare la nostra serenità.

– Prendersi cura di sé: stare a casa con i figli è senza dubbio appagante sotto molti aspetti. Ma chi può negare di essersi trascinata per casa giornate intere con il pigiama e senza trucco proprio per la mancanza di tempo da dedicare a se stessa? Curare necessariamente il nostro aspetto fisico avrà dei risvolti positivi sia per la nostra autostima che nel rapporto con il partner.

– Il distacco fa parte del nostro essere madri: che sia dovuto al nostro rientro al lavoro o al primo inserimento a scuola, presto o tardi dovremo fare i conti con la separazione, se pur momentanea, dai nostri cuccioli. Se ci mostreremo serene ai loro occhi comunicheremo loro un messaggio positivo di fiducia e amore. Non li stiamo abbandonando: stiamo permettendo loro di vivere esperienze affettive diverse dal legame unico e indissolubile che hanno con noi e stiamo autorizzando noi stesse a vivere serenamente altri ruoli che compongono la nostra personalità.

– Siamo madri, certo, ma siamo anche figlie, donne, mogli e professioniste. Ogni ruolo deve avere il giusto spazio e tempo per esprimersi al meglio nella sua unicità.

Miss Chiaraluce

 

 

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