Arriva un fratellino!

La nascita di un altro figlio porta la sua piccola rivoluzione all’interno del nucleo familiare, fin da quando inizia la nuova gravidanza e non solo per i genitori, anche e soprattutto per il bambino che già ne fa parte. Per un genitore il legame con i figli è immediato. Per una mamma addirittura lo è all’origine, quando scopre di portare una vita in grembo. Per un bambino, nei confronti del nuovo nascituro, no. Anche nella migliore delle ipotesi, quando il primogenito ha richiesto con forza ai propri genitori di regalargli un fratellino, la tensione sarà tangibile. Se avere un bambino, cambia certamente la vita, averne due è un bel passaggio! È impegnativo a livello pratico, perché gli assetti e gli equilibri raggiunti a fatica verranno in buona parte ancora sconvolti per ricrearne di nuovi. Non si potrà fare sempre affidamento su ciò che si è fatto con il primogenito perché non è detto che questi abbia il suo stesso temperamento ed esigenze simili. A livello emozionale, alla gioia dei genitori si sommerà il probabile senso di colpa nei confronti del primo figlio. La paura che si senta trascurato, tradito e probabilmente questo è effettivamente ciò che proverà. Dovrà essere aiutato ad accogliere e accettare il piccolino. Sarà incoronato “fratello maggiore”, un ruolo tutto nuovo che per pochi minuti può dare un senso di piacere, importanza e orgoglio. Questi sentimenti positivi cederanno però il passo alla gelosia. In fondo, lui teneva mille volte di più al ruolo di “vostro bambino”, inteso come “vostro unico figlio”, perché voi siete al centro del suo mondo e lui deve essere al centro del vostro. Lui e solo lui, il centro non si può allargare! Non gli importa di certo che essere il maggiore significherà essere una guida, il modello esemplare e quasi eroico per quel piccolo fagottino che dorme tra le braccia della mamma. Vivrà la sensazione di essere “soppiantato”, di non essere più il fulcro dell’amore dei genitori. Come possiamo prepararlo allora all’arrivo del fratellino? La differenza di età tra i due bambini può giocare un ruolo fondamentale. Qualora a differenziare la prima nascita dalla seconda ci fossero meno di due anni, allora ben presto il primogenito si dimenticherà di aver vissuto un periodo da figlio unico. Se la differenza di età tra i due bambini fosse superiore agli otto/dieci anni, il più grande sarà effettivamente cresciuto come figlio unico per un periodo così lungo che l’arrivo del fratellino poco inciderà sul suo vissuto personale. Le problematiche maggiori s’instaurano quando a dividere, i fratelli ci sono due/tre anni di differenza perché la dipendenza materiale e psicologica dai genitori, soprattutto dalla mamma, è ancora forte. Parlate al primogenito del nascituro e della nuova gravidanza, magari con le sue ecografie alla mano, così che possa sapere che è con lui che per la prima volta avete affrontato il miracolo della vita. Non parlatene però troppo presto. Se la gravidanza dovesse interrompersi, già alle prese con il vostro dolore personale, dovreste anche dare spiegazioni al vostro bambino e sarebbe una situazione difficile da gestire per entrambi. Evitate che cambiamenti importanti coincidano con l’arrivo del nascituro. La vostra partenza per l’ospedale potrebbe avvenire di notte o mentre è all’asilo, spiegateglielo in modo che non pensi che la mamma sia sparita all’improvviso. Il vostro compagno dovrà dividersi tra ospedale, primogenito e magari anche lavoro. Organizzate parenti e amici in modo che a prendersi cura del bambino ci siano le persone a lui più care, alle quali tra l’altro avrete segnalato ogni sua più piccola abitudine e ogni suo rituale, per filo e per segno. Un cesareo improvviso, l’ittero del neonato, qualsiasi imprevisto potrebbe allungare i tempi di degenza. Non promettete di tornare entro due giorni. Se vostro figlio potrà farvi visita al reparto maternità, non dategli per certo che appena vi vedrà lo prenderete in braccio. Potreste essere esauste, sotto flebo e non in grado di alzarvi neppure dal letto, in questo caso rimandate la sua visita o cercate comunque di mantenere un sorriso smagliante! Rivedervi sarà rassicurante e sarà per lui tutto quello che conta, il nuovo nato può aspettare. Sarà così anche tornati a casa, il bambino più grande vorrà sia tutto come prima, senza preoccuparsi del piccolino, a volte non degnandolo neppure di uno sguardo. Cercate di dedicare al maggiore del tempo solo per lui e non fategli capire che eventuali mancanze sono dovute al neonato. La vostra responsabilità nei confronti del piccolo però deve essere chiara. Dovrete valutare le effettive, reali esigenze di ciascuno in ogni momento.

Fate in modo che il bambino più grande non abbia sensi di colpa per i sentimenti che prova nei confronti del fratellino. Certo il piccolo deve essere protetto da pizzicotti e schiaffi ma lasciate che il grande possa esprimere la propria gelosia o il proprio disagio a parole, alle quali badate bene di non dare troppo peso! Dal vostro bambino potrebbero uscire frasi davvero dure. Accordategli vantaggi pratici e se la differenza di età è poca parlategli di come potranno giocare insieme e divertirsi. Non importa se si tratti di maschio/femmina o bambini dello stesso sesso. Se vorranno saranno comunque due buoni compagni di gioco. Non pretendiate l’aiuto di vostro figlio più grande nell’accudire al neonato, lo farà solo se davvero ne avrà piacere. Fate leva sul fatto che spesso i neonati hanno una predilezione per i fratelli maggiori e nei futuri screzi quotidiani lasciate se la sbrighino da soli, senza schierarvi. Sarà utile per far cimentare l’affetto e la lealtà che li lega. Sarà un legame che “impareranno” e che si costruisce e solidifica di giorno in giorno con la speranza li accompagni per tutta la vita.

Emanuela Beretta

 

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