Barbara Damiano: scrittrice, blogger e… Mammafelice!

Considero Barbara la “blogger delle blogger” nel senso che adoro come scrive e come riesce a comunicare piccole e grandi emozioni ai lettori del suo blog Mammafelice, una delle più grandi realtà italiane in termini di mommyblogging. Da pochi giorni è uscito in libreria il suo attesissimo libro dal titolo “Il manuale pratico delle felicità. Per essere donne e mamme felici”, pubblicato da San Paolo ed è un vero piacere che Barbara abbia accettato di presentarlo anche su Donne Magazine.

La “felicità” è un concetto che ti sta a cuore e che interessa tutte noi, donne e mamme. Cos’è, per te, la felicità? Hai la ricetta?

Per me la felicità non è tanto la ricetta finale, quanto il singolo ingrediente: un supporto, un sentimento profondamente intimo che non deve dipendere dalle condizioni esterne. Con questo intendo dire che la felicità è come un bagaglio di fiducia e sicurezza, per me, che mi permette di affrontare anche le situazioni più spiacevoli senza sentirmi persa. É un’attitudine con cui affrontare le avversità della vita.

Come capita a molte donne, a causa della maternità, hai perso il lavoro ma sei, con tenacia, riuscita a reinventarti creando una bella realtà come Mammafelice. Hai dimostrato di essere una persona che non si arrende di fronte alle difficoltà: cosa ti ha aiutato a essere così coraggiosa?

Tutti i genitori sono coraggiosi: mettere al mondo un figlio è un atto spericolato! Io dico sempre che una mamma, dopo aver partorito, può fare qualunque cosa. Il coraggio di inventarmi un lavoro è stato semplicemente, dunque, il coraggio di essere madre, di essere donna, di diventare me stessa. Il coraggio di cambiare la vita che non mi piaceva, e sceglierne una migliore. Non è perfetta, ma proprio per questo sono fiduciosa: significa che posso ancora cambiarla molte volte!

Hai un consiglio da dare alle mamme vittime (e ce ne sono…) di mobbing?

Innanzi tutto lavorare. Sempre. Secondo me una donna deve sempre lavorare, avere una sua indipendenza economica e professionale, e non rinunciare mai alla sua “carriera” per dedicarsi solo ai figli o al marito. Ebbene sì, l’ho detto! Secondo me il lavoro è un grandissimo strumento di emancipazione, e di femminilità. Un grande esempio di civiltà. In caso di mobbing, darei l’unico consiglio che posso dare in qualunque situazione di sofferenza: avere il coraggio di cambiare. Cambiare vita, cambiare lavoro, cambiare città, cambiare amici… ovvero: considerare il cambiamento come una forza propulsiva che ci spinge alla felicità. É facile? No, per niente. Ma è meglio provarci, o continuare a soffrire? Un passo alla volta, un piccolo passo alla volta, e tutto si può cambiare. L’importante è provarci, e non avere scuse per non riuscirci.

Una curiosità. Tu che mamma sei (felice lo so)?

Una mamma banale, una mamma come tante, una mamma semplice. Certe volte preparo le lasagne al ragù, e certe volte “cucino” i toast con le sottilette. Detesto fare le pulizie, sono disordinata, sono estremamente pigra. Nello stesso tempo mi sento molto creativa (a modo mio), e amo inventare nuovi giochi, passare il tempo a colorare e pasticciare con forbici, carta e colla. Ogni tanto mi sento quasi la Montessori in persona, e il minuto dopo mi ritrovo con una figlia che si butta per terra come una tarantola per un capriccio che non so arginare. Essenzialmente, sono solo me stessa. Con la “vecchiaia” ho capito che sarei stata la migliore madre possibile, per mia figlia, se fossi stata semplicemente onesta su chi sono e come sono. L’unica cosa che imparerà da me, probabilmente, sarà la dedizione che nella mia vita ho destinato alla felicità, la necessità vera di vivere una vita piena e felice. Penso che, se le regalerò un’infanzia felice, lei sarà perfettamente in grado di essere una donna migliore di me.

Il filo conduttore del tuo libro è proprio la “felicità”. In quale modo pensi che i tuoi scritti possano essere di aiuto alle altre donne/mamme?

Non penso che il libro sia un aiuto in se stesso. Credo sia semplicemente uno specchio (a volte anche crudele), dei sentimenti di una donna. Nel libro ho nascosto tante risate e passaggi ironici, ma ho infilato anche tanto dolore, tanto rinnovamento, tanta sincerità. Le persone che lo hanno letto mi hanno semplicemente raccontato di essersi rispecchiate in queste brevi parole: questo è un libro che avrebbe potuto scrivere chiunque. Proprio per questo può essere di aiuto (se così vogliamo dire): perché dà una visione molto concreta della felicità, e di quanto noi stesse, certe volte, ci condanniamo all’infelicità solo per l’incapacità di cambiare la vita, coraggiosamente.

E in quale modo, può esserlo, il web?

Il web è un paradiso. Basta scegliere bene le persone, le storie, i blog, le passioni, le affinità. Il web è l’unico aiuto che è sempre presente, H24, così come noi dobbiamo essere sempre presenti a noi stesse. Il web mi ha aiutata a raccontare quella che sono, ad accettarmi, ad innamorarmi, a vivere appassionatamente. Meglio di così, non avrei potuto chiedere.

Antonella Pfeiffer

 

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4 commenti

  1. oltre al noto “Il manuale pratico della felicità” è uscito, in Italia, anche IL MANUALE PRATICO DEL BENESSERE delle Edizioni Ipertesto.
    Scritto dal Man of the Year 2011, neuropsicoterapeuta, patrocinato da club UNESCO e primo finalista per la saggistica del premio Nabokov è un “percorso guidato di auto aiuto per vivere meglio e più a lungo”. Già presentato con successo anche al Circolo della stampèa di Milano e al TG2.

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