Disostruzione delle vie aeree

Immagine di Emanuela Beretta

Nei giorni scorsi ho partecipato a una lezione sulle manovre di disostruzione pediatrica delle vie aeree da corpo estraneo, tenuta dal Comitato Femminile Provinciale della Croce Rossa Italiana di Sondrio.

È stata una lezione davvero utile e mi ha portato a riflettere sull’importanza che ciascuno di noi abbia le conoscenze di base per poter agire in caso di necessità.

Si può trovare materiale sull’argomento sui siti www.cri.it, www.chisalvaunbambino.it  e www.manovredisostruzionepediatriche.com.

La Croce Rossa Italiana tiene dei veri e propri corsi (basati sulle nuove linee guida internazionali ILCOR, Comitato Internazionale di Collegamento per la rianimazione) per imparare tali manovre, ai quali tutti possono partecipare sino a ottenere un attestato di “istruttore”. Inoltre, se state guardando la TV e partecipa ospite in un programma il Dott. Marco Squicciarini – medico VDS CRI referente nazionale e internazionale Rianimazione Cardiopolmonare Pediatrica e Manovre di Disostruzione – non cambiate canale!

Quante volte ci è capitato di togliere di mano al nostro bambino un giocattolo o un oggetto col timore che portandoselo alla bocca potesse ingoiarlo e soffocare? Quando sono piccoli sminuzziamo il loro cibo in parti microscopiche, gli consigliamo di bere con calma perché l’acqua potrebbe andare “di traverso” e non permettiamo si riempia la bocca di cibo “stile criceto”! Controlliamo ogni centimetro della nostra casa per evitare che il nostro frugoletto, gattonando a razzo per esplorare tutto ciò che lo circonda, venga incuriosito da un piccolo oggetto potenzialmente pericoloso lasciato a terra…e l’esplorazione per i bambini piccoli passa sempre anche per la bocca purtroppo!

Premesso che l’ostruzione delle vie respiratorie può capitare anche a una persona adulta, nei bambini la fattispecie è facilitata non solo dal loro modo di comportarsi nella vita quotidiana ma anche dalla conformazione conica e non cilindrica (come nell’adulto) delle loro vie aeree.

La lista degli oggetti trovati conficcati nelle vie respiratorie dei bambini è veramente impressionante, per citare solo alcuni esempi: noccioli, acini, parti di giocattolo, palloncini gonfiabili, spille da balia, fermagli per capelli, tappi, gomme per cancellare, monete.

Generalmente, in caso di ostruzione alle vie aeree da corpo estraneo, il bambino inizia a portarsi le mani alla gola, tossisce con persistenza e violentemente, può avere conati di vomito e presenta cianosi alle labbra se non addirittura a tutto il volto. Non riesce a respirare e può sopraggiungere asfissia (la diminuzione dell’ossigeno nel sangue può provocare conseguenze gravi e permanenti al cervello). Si scatena il panico!

Augurando che non ci si debba mai trovare in questa situazione di emergenza, vediamo come comportarci.

Qualora esaminando la gola del bambino si riuscisse a scorgere l’oggetto incastrato, si potrebbe tentare di rimuovere lo stesso con un dito ma con estrema cautela, per evitare di conficcarlo ancor di più in profondità.

La chiamata del pronto soccorso è sempre fondamentale e deve essere istantanea ma, nell’attesa che i soccorsi arrivino (a volte pochi minuti di ritardo possono essere fatali), saper praticare le manovre di disostruzione delle vie respiratorie può fare la differenza!

Davvero tutti possono eseguirle, non occorre essere operatori sanitari, l’importante è conoscerle e mantenere la lucidità necessaria per praticarle con correttezza.

La condizione fondamentale però è che il bambino sia cosciente.

Qualora sopravvenisse la perdita dei sensi, infatti, sarebbero necessarie manovre più complesse (compressione toracica e rianimazione cardiopolmonare), certamente fattibili ma non facilmente eseguibili correttamente senza una preparazione approfondita (informarsi sulla corretta procedura può comunque risultare opportuno).

Le manovre di disostruzione sono differenti a seconda che sia coinvolto un lattante oppure un bambino, diversità dovuta innanzitutto alla differente corporatura e alla capacità di reagire naturalmente al senso di soffocamento.

Per il lattante, dopo aver allertato il pronto soccorso, s’inizia con una presa ferma della mandibola (va tenuta ben allineata con a colonna vertebrale e in modo che la bocca risulti aperta). Si capovolge delicatamente il piccolo in modo che guardi a terra, posizionandolo con le gambe a cavallo dell’avambraccio del soccorritore (a sua volta appoggiato ad un piano fermo, solitamente la propria coscia) e in posizione declive (la testa deve sempre risultare più bassa rispetto al resto del corpo). Non devono esserci ostacoli davanti al viso, così da permettere l’espulsione del corpo estraneo. Si praticano 5 colpi decisi inter-scapolari, con via di fuga laterale per evitare di colpire il capo delicato del piccolo. Si riporta delicatamente il lattante in posizione supina ma inclinata verso il basso (di modo che la testa risulti più in basso del resto del corpo), le gambe del piccolo devono essere fermate sotto l’ascella del soccorritore, e con due dita (o con tutta la mano se il piccolo non è più un neonato) si effettuano 5 compressioni lente e profonde al centro dello sterno.

Nel bambino, può essere più semplice disostruire le vie aeree perché spesso l’ostruzione è solo parziale, il bimbo riesce a parlare e soprattutto a tossire.

Tossire può risolvere di per sé la situazione. Incoraggiarlo quindi in tal senso, senza praticare, in questa prima fase, alcuna manovra (potrebbe essere deleterio. Evitare altrettanto di fargli bere dell’acqua perché potrebbe entrare nelle vie respiratorie) e facendogli mantenere la pozione che più preferisce.

Qualora l’ostruzione dovesse persistere, allertare il 118 e procedere con la presa della mandibola. Il bambino va posizionato con l’addome a cavallo del ginocchio del soccorritore e con il capo declive. Si effettuano 5 pacche energetiche interscapolari con via di fuga laterale. Successivamente si rialza il bambino in piedi e il soccorritore si posiziona alle sue spalle, con le braccia sotto le ascelle, cingendogli il torace. Si chiude una mano a pugno all’altezza del diaframma (tra ombelico e costole) con l’altra mano si afferra il pugno chiuso compiendo (con movimento “a cucchiaio”) 5 compressioni sub diaframmatiche verso l’alto.

Queste manovre si alternano, fino a sfinimento fisico del soccorritore, fino a ché le vie aeree risultano disostruite o il corpo estraneo viene espulso.

Se il bambino diviene incosciente, lo si posiziona supino su di un piano rigido e si attende l’arrivo del personale di soccorso (qualora si fosse in grado di procedere alla ventilazione bocca-bocca naso e alla compressione toracica allora, in attesa dell’arrivo dell’ambulanza, si potrebbe continuare con queste ultime pratiche).

Sapere come agire “in primo soccorso” può davvero salvare la vita ai nostri bambini e alle persone che ci circondano.

Consiglio dunque a tutti di partecipare a uno dei corsi tenuti dalla Croce Rossa Italiana.

Emanuela Beretta

 

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