Sono circa 20 anni che mi occupo di tecnologia in parallelo alla mia attività principale, quella di conduttore e manager radiofonico. Negli anni ‘90, quando è esplosa la internet economy mi dilettavo a mostrare agli amici i metodi più mirabolanti per connettersi ad internet anche con telefoni relativamente “antichi”. Era facile riuscire ad assorbile e catalizzare l’attenzione dei “compagni di merende” maschi, ma sembrava erigersi un muro impenetrabile verso la parte femminile della compagnia. La mia casa è piena di oggetti tecnologici ultra ricercati, che non significa siano costosi, per fare le cose più disparate; la mia compagna li chiama “i miei cembolini”. Una sorta di rifiuto a priori, che nel tempo è diventato quasi una mission: perché una donna non dovrebbe entrare nel mondo della tecnologia ed imparare ad usarla fino in fondo? Sia chiaro, questo non significa che le donne non siano in alcuni casi preparatissime: ci sono figure femminili di altissimo profilo nelle grandi aziende di high tech californiane, ci sono donne che hanno scritto alcune pagine industriali di altissimo livello, nel mondo del software e della internet economy la percentuale di donne impiegate è comunque discreta, eppure l’approccio femminile “medio” all’high tech è sempre di grande diffidenza. Forse l’unico oggetto che ha sfondato da questo punto di vista è il famigerato Bimby, che ha portato una buona dose di tecnologia dentro la cucina, per il resto è buio pesto, o quasi.
Quante applicazioni usate dell’iPhone comprato forse perché è Bianco, piuttosto che per sfruttare il “clouding service” che offre? Quante applicazioni diversificate su iPad avete sfruttato ad esempio per far giocare i vostri bambini? Avete mai immaginato di essere meno schiave dell’ufficio trasferendo senza fatica tutto quello che vi serve per il lavoro verso casa, senza l’uso di alcun oggetto, nemmeno una chiavetta internet? Avete immaginato di comprare il vino giusto per il vostro compagno senza aver mai nemmeno stappato una bottiglia? Gli oggetti che abbiamo dentro casa fanno tantissime cose, noi sfruttiamo forse il 10% del loro potenziale. Sarebbe per me un piacere raccontarvi alcuni modi per fruire di più e meglio delle cose che già popolano la nostra casa e le nostre tasche. Per qualunque richiesta di informazioni o ulteriori spiegazioni, info@mrgadget.tv oppure su twitter @lucaviscardi.
Per cominciare ad entrare nel mondo della tecnologia, voglio segnalarvi un’applicazione che può accompagnarvi nel periodo più stimolante, coinvolgente ed eccitante (ma a volte anche più preoccupante) della vostra vita: la gravidanza. Ci sono decine di software che trattano il tema, ma questo ormai è un must: si chiama BABY BUMP PREGNANCY PRO.
Si può installare su iPhone e su Android, si trova in due versioni gratuita oppure a pagamento al prezzo di 3.99 euro; ovviamente la versione a pagamento è più completa con alcune funzioni supplementari.
Le riviste americane hanno classificato come un must questa applicazione che permette di calcolare il giorno esatto di scadenza della propria attesa ma, soprattutto, permette di costruire una tabella ipotetica di crescita del proprio peso per poi verificare anche l’andamento reale e comprendere se ad esempio la propria dieta è corretta. Con Babybump è possibile inoltre conservare un diario di tutte le visite mediche e conservare anche un gallery fotografica della pancia che cresce abbinata alle date in cui la foto è stata scattata. Inoltre, il programma fornisce giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, indicazioni accurate e la descrizione completa di ciò che sta succedendo al feto e delle diverse fasi della gravidanza; i disegni si accompagnano ad animazioni che mostrano chiaramente lo sviluppo del nascituro nel corso dei nove mesi. Esiste anche il collegamento al forum connesso all’applicazione dedicato alle future mamme, oltre ad una pratica guida alla scelta dei nomi. Unico neo è che tutto ciò che vi sto descrivendo è in lingua inglese. Ma forse la cosa più singolare è il fatto che Babybump sia dotata anche di una specie di contatore delle contrazioni da utilizzare per il momento fatidico della vigilia del parto. Sembra una stupidata, eppure la mia compagna ne ha fatto buon uso nonostante la conosciuta repulsione per i microchip. Se avete già superato la gravidanza, non vi resta che affrontarne un’altra per provare la straordinaria efficienza di questo programma. Ok. Scherzavo, potete sempre fidarvi sulla parola.
Luca Viscardi





