Hai voluto la bicicletta?

Fare la mamma a volte ti stanca, di quella stanchezza che non si cura con una vacanza.

Quando sei mamma tutti ti elargiscono perle di saggezza e pochi ti dicono le cose importanti. Ad esempio “come stai?”. Però ci ho messo tre figli a capirlo.

Eppure quando mi hanno detto “I dolori del parto te li dimentichi” dovevo iniziare ad insospettirmi; quando mi hanno assicurato che “Vedrai che i figli vicini di età, dopo i due anni non sai nemmeno di averli” mentivano sapendo di mentire; quando mi hanno dato per certa la leggenda metropolitana che “Il terzo figlio vien su da solo” mi hanno raccontato una bugia di dimensioni epiche.

Ma quando mi hanno detto: “Hai voluto la bicicletta, pedala”, avevano ragione …

E io ho voluto la bicicletta. E pedalo.

É vero, ti vengono due polpacci da ciclista, ti fai un fondoschiena così, spesso hai il fiatone e fame d’aria, benedici di avere un buon gregario e forse talvolta ti passa per la testa che un po’ di “sano” doping non sarebbe così disonesto … in fondo.

Ma pedali e pedali, sperando di arrivare al traguardo o almeno di avvicinarti … anche quando non ce la fai più. Perché se smetti di pedalare … cadi.

E poi? Poi alla fine forse ti piace il vento in faccia e l’aria tra i capelli, ti piace l’ebbrezza della fuga … attenzione che se sorridi troppo rischi che ti si incastrino i moscerini nei denti ma se tieni il ritmo, sei pronta per tirare la volata, perché sai che sei uno specialista dello sprint.

Quindi al momento desidererei non farmi troppe domande e pedalare. Anzi vuoi vedere che in fondo in fondo, ma molto in fondo, mi piace pure pedalare o quantomeno non posso e non so fare altro?

Eppure “una volta” non era così. Prima e dopo. Ante e post figli. “C’era una volta” e adesso non c’è più? O c’è ancora e aspetta sotto la cenere? Meglio adesso o prima?

Forse è meglio poter scegliere e, né prima potevo, intrappolata da mille necessarie futilità, né adesso riesco per via di quel “tempo” che per me non c’è mai … forse però domani potrò scegliere. Perché ora so di saper e poter fare ed essere entrambe le cose.

Di certo quando indosserò la maglia rosa, con tutto il pedalare che ho fatto, mi starà perfetta e lì sì che sorriderò e quanto sorriderò … anzi sto già sorridendo all’idea.

Che mamma sono? Sono Ba, mamma. E sorrido della mia straordinaria normalità e della mia perfetta imperfezione.

Barbara Laura Alaimo

www.straordinariamentenormale.it

 

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5 commenti

  1. nella semplice forza di queste parole c’è tutto. c’è la dedizione, c’è l’amore!!! e questo fa sempre “girare” le cose … ho sbirciato il sito!!! davvero StraordinariamenteNormale!
    complimenti da una mamma di 3 + 1 in arrivo!!!

    Felice di conoscerti!

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