I consigli: istruzioni per l’uso

(image from google)
I consigli sono una strategia linguistica che utilizziamo per esprimere il nostro aiuto ad una persona che ci sembra in difficoltà. Spesso, pur dettati dalla buona fede, non ottengono i risultati sperati. Specialmente in alcune situazioni particolari, comela delicata fase del puerperio ad esempio, la neo-mamma invasa nel suo ruolo da familiari, amici e talvolta anche estranei,li vive come delle intromissioni illecite tali da scatenare dei veri e propri conflitti.
Quante volte vi siete dovute sorbire un consiglio senza averlo richiesto? Quanto spesso vorreste manifestare apertamente il vostro fastidio nel riceverli ma, temendo di  essere scortesi, sfoderate un sorriso di circostanza al consigliere insistente? Come vi siete sentite dopo aver ricevuto un suggerimento da una persona che, per qualche ragione, si è sentitaquasi in dovere di indicarvi la strada migliore da percorrere? Naturalmente non tutti i consigli sono da rifiutare, anzi, a volte ci consentono di vedere il problema da un punto di vista diverso che non avevamo considerato. Ci sono però alcune regole che dovrebbero essere rispettate prima di consigliare qualcosa a qualcuno.
         Tener conto della situazione emotiva che sta vivendo la persona in difficoltà: magari in quel momento l’unico aiuto di cui ha veramente bisogno è semplicemente essere ascoltata e non istruita sul da farsi.
          Dare modo alla persona di sfogarsi e non esprimere il proprio parere senza nemmeno averle dato la possibilità di spiegare la situazione.
         Non utilizzare consigli troppo impositivi (“Devifare così!” “Ti dico io come fare!”) perché potrebbero essere vissuti come un’intromissione nella gestione del proprio problema.
         Limitarsi a condividere un’esperienza simile vissuta in precedenza: in questo modo la persona potrebbe sentirsi maggiormente compresa.
E se invece ci troviamo noi dalla parte di chi riceve il consiglio non richiesto? Prima di scatenare un conflitto comunicativo sanguinoso riflettiamo su alcuni punti:
         analizziamo il dialogo per capire se siamo state noi, in qualche modo, a chiedere più o meno direttamente un consiglio. Magari l’altro si è sentito quasi “in dovere” di aiutarci perché ha semplicemente frainteso le nostre intenzioni;
         cerchiamo di cogliere il messaggio positivo che può esserci utile: magari un consiglio apparentemente invadente può farci intravedere una via d’uscita che non avevamo considerato;
         ringraziamo per l’aiuto ma diciamo apertamente in che modo potrebbe rendersi utile quella persona, oltre che a parole;
         se la situazione si ripete spesso(e noi non l’abbiamo sollecitata in alcun modo) diciamo in modo assertivo al consigliere che non gli abbiamo richiesto nessun suggerimento e che, se dovessimo averne bisogno in futuro, saremo noi a chiederglielo.
Infine ricordiamoci che, se un consiglio ha il potere di farci sentire inadeguate, incapaci o inferiori non è solo colpa dell’invadenza dell’altro. Forse varrebbe la pena migliorare la nostra autostima e l’immagine che abbiamo di noi stesse.
Miss Chiaraluce
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2 commenti

  1. Quante verità Miss Chiaraluce…quante volte subito dopo aver partorito, mi sono sentita dare consigli NON RICHIESTI.
    E da lì ho imparato a non dire nulla alle mie amiche neomamme, se non sono loro a richidermi consigli e anch'io non dico mai "fai così" ma solo "io ho fatto così"…..

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