Alla fine di Marzo è uscito il libro di Eric Frattini, giornalista spagnolo, esperto di segreti vaticani. “I corvi del Vaticano” è pubblicato in Italia da Sperling& Kupfer. Il libro uscito in Spagna nell’autunno del 2012, prevedeva le dimissioni di Papa Benedetto XVI ed ora esce aggiornato con gli ultimi avvenimenti che tutti conosciamo.
Il libro parla dello scandalo Vatileaks, i segreti dello IOR, il caso di Emanuela Orlandi e la banda della Magliana, ma anche di Calvi e del Banco Ambrosiano, la P2 e Licio Gelli…. Andreotti e gli altri….
Ho letto parecchio materiale in proposito e l’argomento mi è sempre interessato, ma a volte la realtà supera la fantasia.
È il caso di questo libro che non è un romanzo ma la cronaca dettagliata di quanto successo realmente e tutto, dico tutto, ruota intorno ad una banca: lo IOR (la banca oscura del Vaticano).
Le origini: nel 1942 Papa Pio XII diede vita all’Istituto per le opere di religione, comunemente chiamato IOR.
Veniva così fondata una delle istituzioni finanziarie più segrete al mondo, caratterizzata da una tendenza alla speculazione priva di scrupoli morali e altrettanto esente da controlli da parte delle autorità bancarie straniere.
I suoi statuti e gli accordi raggiunti con le autorità monetarie di Roma, consentono allo IOR di operare come una banca offshore, vale a dire esente da qualsiasi tipo di controllo, proprio come succede per gli istituti che hanno sede nelle isole Cayman, alle Bahamas, in Lussemburgo, a Singapore o in Svizzera. I banchieri dello IOR, garantiscono ai selezionati clienti, totale riservatezza, transazioni coperte, completa immunità e autonomia operativa. Che altro si può chiedere quando si vuole riciclare del denaro sporco?
La banca vaticana si basa su un regolamento che impedisce alle alte cariche della Santa Sede di controllarla: nemmeno il segretario di Stato può verificare le sue transazioni, se non attraverso un rigido filtro di direttivi e comitati.
Nel 1990 Giovanni Paolo II, promosse uno statuto che stabiliva la tipologia di clienti autorizzati ad aprire un conto allo IOR: enti ecclesiastici, parrocchie e ordini religiosi, persone fisiche residenti in Vaticano, laici e qualche straniero, a condizione che destinasse parte dei suoi fondi a opere di carità.
In poche parole, al Vaticano e allo IOR, non interessa da dove provengano i soldi, basta che una parte venga lasciata a opere di carità…..!
Si garantisce inoltre ai clienti che il denaro versato è esentasse e per lo statuto della banca, hanno la possibilità di aprire conti correnti e di operare con questi in Europa, senza doversi attenere alla legislazione internazionale in tema di accordi e barriere bancarie contro il riciclaggio di capitali (comodo).
Dopo la morte di Papa Giovanni XXIII, ci sono problemi finanziari per la Santa Sede e la situazione peggiora quando il governo italiano decide di tassare i dividendi azionari che la Santa Sede possiede in borsa. Entro il 31 Dicembre del ‘68, la Chiesa deve al fisco italiano 1 miliardo e 200 milioni di euro (attuali). Paolo VI decide di ritirare tutti gli investimenti della Santa Sede in Italia e di trasferirli all’estero. È qui che entra in gioco Michele Sindona, considerato dalle autorità americane, un riciclatore di denaro della mafia. Sindona e Marcinkus, un vero ladro con la tonaca, che dal ‘71 diventa presidente della banca vaticana.
Una vera associazione a delinquere a cui si aggiungeranno Calvi e il Banco Ambrosiano, e in seguito la P2 di Licio Gelli.
Nel 1978 viene eletto Papa il cardinale Luciani (Giovanni Paolo I) che annuncia di voler operare una vera e propria “pulizia” all’interno dello IOR. Pochissimo tempo dopo, verrà trovato morto nel suo letto: omicidio o arresto cardiaco. Tante ipotesi ma la cosa certa è che, la annunciata “pulizia”, non verrà mai effettuata….
Il racconto continua e vi consiglio di leggere…. nomi, date, fatti.
Per citare Benedetto XVI: “Uno Stato che non fosse retto secondo giustizia, si ridurrebbe ad una grande banda di ladri”.
Ecco, forse è a questo che siamo arrivati….
Buona lettura.
Liliana Russo – Donna al Volante – Radio Number One





