Il suo primo Natale!

Immagine di Emanuela Beretta

È il primo Natale del nostro bambino! Forse il piccolo non se ne accorge neppure ma un grande e colorato albero domina il salone di casa e un luminoso presepe rasserena i pensieri.

Quest’anno è tutto per lui, per il nostro piccolino che ancora non sa scrivere liste per Babbo Natale, ancora non può decorare l’albero e neppure tentare di arrampicarsi sopra, né portare per tutta la casa le statuine del presepe (o forse potrebbe iniziare a provarci se l’abbiamo collocato a portata della sua manina…), magari tra un paio d’anni vorrà mettere mostriciattoli o bamboline al posto dei Re Magi ma non il suo primo Natale.

Lo culliamo fra le braccia e per fargli respirare l’atmosfera della Festa più bella gli mostriamo luci, addobbi e gli cantiamo Jingle Bells. Capirà che è Natale? Poco probabile ma si rallegrerà nel percepirci così contente e coinvolte. Infondo è l’atmosfera che conta!

Come resistere però a incartare teneri doni da mettere sotto l’albero ma… quali?

Tra qualche anno si cimenterà a scrivere la lista per Babbo Natale, allora saranno guai perché si tratterà di un papiro interminabile, giusto per essere sicuri che, tra le tante scelte, qualcosa arrivi. Per il primo Natale niente liste personali invece. È talmente piccino che fortunatamente non si preoccupa ancora che l’indirizzo del caro Babbo sia esatto. Quanto ai doni da scartare, le manine forse faticano ancora ad afferrare gli oggetti, figuriamoci a strappare carte rosse bloccate da nastri dorati.

Un tappeto o una palestrina “multiattività” potrebbero rappresentare una buona idea regalo. Il tatto, l’udito e la vista del piccolo saranno stimolati dalla diversità dei materiali, dai colori e dalla possibilità di rotolarvi sopra.

Per il suo primo Natale basterà davvero poco, un sonaglietto nuovo oppure un nuovo colorato succhiotto (ammesso che non sia troppo affezionato al solito per cambiarlo), o ancora una paperella natalizia per il bagnetto. Arriveranno più esemplari di tutine e bavaglini natalizi o di peluche di renne e pupazzi di neve (a proposito, diffidate di quelli che si muovono o cantano, ricordo ancora il pianto terrorizzato di mia figlia, a quattro mesi, di fronte a un Babbo Natale danzante che intonava “Merry Christmas”… ergo: non sempre sono “capiti”, soprattutto se di grandi dimensioni!

E se allora impiegassimo il denaro destinato a un gioco che non sarà mai guardato per una donazione ai bambini meno fortunati? Magari anche un piccolissimo contributo da spiegare quando il nostro bambino sarà in grado di capire quali sono i valori che contano nella vita.

Scriviamogli una lettera, un biglietto speciale che possa conservare sempre e apprezzare quando lo rileggerà da grande e sentirà tutta l’emozione che abbiamo provato in quel momento, tutto l’immenso amore che da sempre lo accompagna.

Certo, dedichiamogli interamente la giornata, lunghi pranzi insieme ai parenti possono aspettare. Difficilmente apprezzerà la confusione, troppe attenzioni o toni alti, magari c’è già un fratellino maggiore a movimentare la giornata. Starsene tranquillo con mamma e papà sarà un grande regalo.

Ancora in fasce o verso il traguardo del soffio della prima candelina, non si ricorderà mai il suo primo Natale, non potrebbe, è davvero troppo piccolo. Lo rivivrà nelle innumerevoli fotografie che gli avrete scattato o ripreso mentre magari stringe il giocattolino scartato a fatica o tenuto non ancora ben saldo in mano.

Per noi genitori, invece, sarà il Natale più “sentito” di tutti, il più magico, il più emozionante, perché avremo il dono più bello, un vero dono del Cielo, da stringere tra le braccia.

Emanuela Beretta

 

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