L’Inghilterra e la sua capitale sono una delle destinazioni turistiche preferite da noi italiani: per vacanza, per lavoro o anche per studio non si contano i nostri connazionali che ogni giorno volano in terra anglosassone. Ma quanti di noi scelgono di andare oltre Manica per… mangiare qualcosa di buono? In Francia visitatori di tutto il mondo fanno a gara per assaggiare i formaggi o le crepes conosciute in ogni angolo del pianeta così come in Spagna nessun turista può ripartire senza prima aver assaggiato le tapas, una tortilla di patate o, perché no, una paella di carne o di pesce.
Ma quanti turisti scelgono di andare oltre Manica per assaporare qualche delizia made in UK? E soprattutto, quanti di noi sono attratti dal cibo inglese? Verrebbe da dire… pochi, davvero pochi, se non addirittura, proprio nessuno. Non è forse così? I tanti italiani che ogni giorno vanno in Inghilterra di certo non scelgono la Gran Bretagna per il cibo. Tanto che, nella gran parte dei casi, ce li ritroviamo in coda fuori dai ristoranti italiani (o sarebbe meglio i “presunti “ ristoranti italiani) nell’illusione di ritrovare in un paese anglosassone la pasta o la pizza tipiche della nostra tanto amata dieta mediterranea.
Ecco perché, di ritorno da un brevissimo viaggio a Londra e dopo aver vissuto per un anno intero in una ridente cittadina nel Nord dell’Inghilterra, ho deciso di raccontarvi il cibo inglese… dalla A alla Z.
Insomma, un piccolo breviario “alfabetizzato” per chi decide di visitare l’Inghilterra e conoscere, oltre che la storia, l’arte e la cultura, anche le principali proposte culinarie locali da non perdere… nella speranza di vedere sempre meno italiani accalcati nei soliti fast food o nei ristoranti “italiani”! E, come direbbero in Inghilterra… Enjoy your meal!
A come apple pie, la torta di mele più amata dagli inglesi, servita molto spesso con custard, crema pasticcera, oppure con una pallina di gelato;
B come bangers and mash, ovvero salsicce con purè, un piatto relativamente semplice servito molto spesso con onion gravy (salsa di cipolle);
C come chocolate shortbread, biscotti molto diffusi sia nei supermercati che nei bar a base di burro e scaglie di cioccolato, davvero golosi!;
D come dover sole, ovvero sogliola servita con patate novelle e spinaci;
E come English Full Breakfast, ovvero la colazione tipicamente inglese composta da beans (fagioli), bacon, hash browns (crocchette di patate), eggs (uova), sausages (salsicce), tomatoes (pomodori), mushrooms (funghi). Gli inglesi non preparano questa colazione così ricca tutte le mattine ma, togliendo qualcosina… si preparano comunque una colazione piuttosto ricca! Se la volete assaggiare, no sarà difficile. Tutti i pub e i green spoon la servono;
F come fish & chips… e credo non ci sia bisogno di traduzione!
G come garlic bread, ovvero pane all’aglio. In realtà viene prodotto anche sotto forma di focaccia. Quando abitavo in Inghilterra e con le mie otto coinquiline ordinavamo la pizza da asporto, spesso in omaggio ci portavano proprio questa focaccia buonissima fatta con la pasta per la pizza;
H come hash browns, le crocchette di patate che si mangiano anche nella full English breakfast;
I come irish stew, lo stufato irlandese preparato con carne di agnello, cipolle, carote e patate;
L come leek and potatoes soup, una delle zuppe più servite nei pub inglesi a base di porri e patate;
M come macaroni cheese, ovvero una versione inglese della nostra pasta ai formaggi che viene realizzata soprattutto con il loro formaggio più diffuso, il cheddar;
N come nibbles, tartine dai mille gusti perfette per party o banchetti, fanno parte di tutti quelle ricette veloci come i canapè;
O come onion rings, gli anelli di cipolla impanati e fritti che si trovano spesso nei fast food o nei pub come contorno;
P come pancakes, frittelle sottili che possono essere servite dolci con lo sciroppo d’acero ma che si vedono spesso anche in versione salata. I pancakes sono un must della cucina inglese tanto che se visitate Londra o le principali città troverete persino venditori ambulanti sotto le attrazioni turistiche più affollate;
Q come quorn, un prodotto vegetale usato al posto della carne e largamente diffuso tra i vegetariani;
R come roast, specialmente il Sunday Roast ovvero l’arrosto della domenica;
S come stake and ale pie, un tortino salato di pasta (simile alla nostra pasta brisè) ripieno di carne di manzo cotta con la birra, e servita con patate e verdure. Questa è solo una delle tante versioni delle pie inglesi che potrete trovare davvero in tutti i pub o ristoranti. Assolutamente da provare, almeno una volta, perché è un piatto unico prelibato. Da provare anche la shepherd’s pie o la veal and ham pie;
T come turkey, il famoso tacchino che tutti noi almeno una volta abbiamo visto nei film o in qualche libro di cucina anglosassone. A me è capitato di cucinarlo una volta, con una mia coinquilina inglese, proprio per Natale;
U come unsmoked gammon, prosciutto arrostito nel forno;
V come Victoria’s sponge, la torta favorita dalla regina Vittoria da cui appunto prende il nome. E’ formata da due basi di pasta molto soffice ( simile al pan di spagna) e farcita con confettura di lamponi;
Z come zucchini bread, un pane morbido farcito con zucchine;
J come jacket potatoes, una delle ricette più conosciute e golose della cucina inglese. Si tratta sostanzialmente di patate lessate e cotte al cartoccio, riempite con cheese, bacon , beans oppure tuna mayonese. Ah! Per chi ne va ghiotto, fate tappa al chiostro che le vende nella zona di Covent Garden, di fronte al British Transport Museum! Ne resterete entusiasti!
K come Kedgeree , un piatto a base di pesce, riso e uova importato dall’India e consumato come colazione in epoca vittoriana;
X come Xmas mince pie, pastine alla cannella tipiche del periodo natalizio;
Y come Yorkshire, un contorno tipicamente inglese a base di pastella che viene servito tradizionalmente come antipasto, riempito spesso con la salsa gravy, oppure accanto all’arrosto della domenica. E’ una sorta di piccolo soufflé tipico della zona di York nel Nord dell’Inghilterra;
W come worceistershire sauce è una delle salse inglesi più famose, anche all’estero ( si trova anche nei nostri supermercati), piuttosto agrodolce e piccante. Viene utilizzata come condimento per la carne ma anche per le insalate.
A cura di Sara Venchiarutti
Foto di Gloria Vitali











