La mia vita carnale

Quando ho detto in radio che stavo leggendo “La mia vita carnale. Amori e passioni” di Gabriele D’Annunzio qualche messaggio ironico è arrivato… del tipo: “ma Lilly, cosa leggi???”.

A scriverlo questo libro, non a caso è Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Vittoriale degli Italiani e direttore del D’Annunzio Festival di Pescara.

“Nessuno mi conosce per quel che sono, tutti credono che il mio libertinaggio mi sminuisca, mentre esso mi serve ad avere ancora più sete della mia arte”. Così scriveva il Vate il 24 Giugno del 1929 ad Aèlis Mazoyer, la donna che più di tutte e più a lungo assistette alle sue imprese erotiche tanto da tenere un diario con le descrizioni dettagliate degli incontri di D’Annunzio.

Nella vita di D’Annunzio, ci sono state anche tante cadute, le manie, la droga e parlarne in questo libro non è irrispettoso. Lui non aveva il concetto di vizio nè tanto meno, quello di peccato, anche dei suoi vizi e peccati, volle fare, come di tutta la sua vita, un’opera d’arte.

Un personaggio straordinario a tratti estremo D’Annunzio, capace di far perdere la testa a donne famose come Eleonora Duse, una delle tante di cui si raccontano gioie, sofferenze e delusioni che con lui, condivisero, per decenni o anche solo per poche ore, l’entusiasmo dell’essere d’Annunzio.

Il Vittoriale che costò parecchi soldi per quell’epoca, è un testamento ripagato dai milioni di visitatori che ogni anno, vivono i suoi spazi e visitando la sua casa, rivivono i momenti dove il poeta, il politico e il grande amatore, passò gran parte della sua vita.

Nel libro, parallelamente, si raccontano anche le vicende politiche del periodo vissuto dal Vate.

Un uomo che ha vissuto la sua vita assaporando tutto, senza finzioni, senza inibizioni, senza pregiudizi.

Come sempre buona lettura.

Lilly – Donna la Volante di Radio Number One

 

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