Amiche di Donne Magazine ben ritrovate… comepromesso sono entrata per
voi in libreria, mi sono messa a guardarele novità ed ecco che ci sono
ricascata….!!!!!! Mi hanno invitata ad uscire per sopraggiunto
orario di chiusura!..:-(
Un libro di quelli che ti mette nellacondizione di riflettere sulle donne
e sulla marternità arriva da una scrittricee filosofa francese, Elisabeth Badinter, “Mamme cattivissime, la madre perfettanon esiste” pubblicato in Italia da Corbaccio.
Una madre felice è necessariamente unadonna felice? Chi insiste nella nostra società a definire una donnaveramente realizzata e veramente donna solo attraverso un figlio, sbaglia.Questo è il pensiero dell’autrice e francamente anche il mio.
Una vera inchiesta su come in Europa, ledonne vivono la maternità .
Quello che più mi ha colpita è l’analisistorica delle madri francesi.
Un tempo e parliamo del XVIII secolo, ledonne consideravano l’allattamento un compito poco glorioso. Imariti ne erano
corresponsabili, perché era un disturbo alloro piacere, inoltre i medici dell’epoca, vietavano i rapporti sessualidurante la gravidanza e l’intero periodo dell’allattamento, perché pensavanoche lo sperma rovinasse il latte o lo facesse inacidire. I lunghiperiodi di astinenza erano visti con orrore dalle rispettive famiglie, checonsigliavano alla donna di
affidare il bambino a qualche balia, perevitare che il marito corresse nel letto di qualche altra donna!!!! ( non ècambiato niente!)
Per assicurarsi piacere e vita mondana, ledonne rinunciavano di fatto al loro dovere materno e dopo qualche anno conla balia, i bambini tornavano a casa per poi, verso i 7/8 anni essere mandati in collegio o in
convento a seconda del loro sesso.
E adesso? Le donne francesi, sono tra le piùprolifere, aiutate anche dagli aiuti statali e dal fatto che asilinido e scuole materne sono un’invenzione francese!
Ma rimangono comunque legate alle vecchietradizioni e al non dovere rinunciare alla propria vita di donne innome dei figli.
Altro dato: un terzo delle donne tedesche decidedi non avere figli e più sale il livello di istruzione, più lapercentuale aumenta. Questo vuol dire che le donne stanno cambiando? O cheforse il mondo dovrebbe cambiare opinione sulle donne senza figli=nonrealizzate? O semplicemente il
periodo di crisi e incertezza che stiamoattraversando lascia poco spazio ai desideri naturali e più a quelli materiali?
Domande ce ne sono parecchie e la miaconsiderazione del tutto personale, non avendo potuto avere figliè che, non si può capire la delusione e il dolore che si provanoquando cerchi di avere un figlio e
non ci riesci, per questo inviterei ariflettere quando si dice che una donna senza figli non è una donnarealizzata o una donna vera…….
Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione.
Per questa settimana passo e chiudo……ebuona lettura!
Liliana Russo






Cara Liliana, intanto grazie per la segnalazione, è sicuramente un libro da leggere!
E poi… ma dico stiamo scherzando? Una donna è una persona prima di essere una mamma (e una compagna, una figlia ecc. ecc.) e deve poter essere realizzata in quanto tale a prescindere dalla maternità. Anzi, mi sento di aggiungere che una donna che non si sente realizzata come persona difficilmente sarà una buona mamma.
Essere genitore è un privilegio di cui essere grati ma non bisogna pensare che sia quella la piena realizzazione personale. I nostri figli non ci appartengono e sono loro stessi degli individui meritevoli di rispetto e libertà, non possiamo affidare a loro la responsabilità della nostra realizzazione personale.
bacioni
Anna
Concordo parola per parola con Anna e aggiungo… sarà mica Antonella ad aver ispirato l'autrice?! 😉
non si può capire la delusione e il dolore che si provano quando cerchi di avere un figlio e
non ci riesci, per questo inviterei a riflettere quando si dice che una donna senza figli non è una donna realizzata o una donna vera…….
APPLAUSO, ANZI, STANDING OVATION
Io sono d'accordissimo con Anna e approvo totalmente le parole di Liliana. Quanto a me, nel mio libro, c'è un capitolo che si intitola "Le donne senza figli" in cui ovviamente non parlo di realizzazione personale perché in effetti io mi sentivo realizzata anche prima di essere mamma, ma esprimo un pensiero riguardo alla "delusione e al dolore" di non poterlo essere che è totalmete in sintonia con le parole di Liliana e anche con quelle di Simona. Prima di tutto siamo donne, non scordiamolo. <3
hihih che ridere la faccenda del latte inaciditio!
E pensare che al giorno d'oggi invece c'e' pieno di talebane dell'allattamento…ma un po' di buon senso e mezza misura, no eh?!
Comunque anch'io sottoscrivo pienamente quello che dice Anna, sul fatto che una donna non realizzata prima, difficilmente potra' diventare una buona mamma. (anche se io in realta' parlo dall'alto di…ehm zero esperienza ;-))
E davvero, standing ovation per chi invita a riflettere sul dolore di chi lotta per, o non e' riuscito ad avere figli!