
Come fare a trascorrere un week-end senza salassarsi, soprattutto in periodo di recessione economica? Dove svernare per San Valentino senza dover affrontare un viaggio lunghissimo? Come mangiar bene, visitare una città d’arte, con un clima mite, gente cordiale e dal bel panorama? Ma innanzitutto, esiste una città così? La risposta è sì! Si tratta di Lisbona, capitale del Portogallo e ultima città europea prima di salpare per l’Oceano. Città d’acqua e di colli, edificata lungo l’estuario del fiume Tago (Tejo), che sfocia nell’Atlantico e su 7 colli, come Roma.
Eccovi un mini itinerario in 7 mosse per visitare l’incantevole Lisbona.
(1) “Bacalhau”: sì, care lettrici, avete proprio letto bene! Baccalà, pescato e non allevato! Cucinato in svariati modi: alla griglia, in umido, al forno con patate, cipolla, aglio ed abbondante olio extra-vergine d’oliva, in casseruola con la panna, con le uova, eccetera. Lo si mangia nelle trattorie locali, “tascas”, come nei ristoranti più trendy ed eleganti. Ogni angolo della città ha un aspetto pittoresco e varie “tascas”, di piccole dimensioni, arredate in stile grezzo e a conduzione familiare. Il cuoco è di solito un membro della famiglia, che dopo aver cucinato con passione e orgoglio esce a chiedere se il piatto mangiato era buono. Le porzioni sono piuttosto abbondanti, la materia prima è freschissima e di qualità. Come sempre, sta a voi non scegliere le “tascas” più luride e buie, orientandovi su quelle che si presentano meglio e magari con altri avventori già a tavola! Chi ama il pesce capita bene a Lisbona: aragoste, capesante e sardine sono sempre squisite e a prezzi accessibili, come del resto tutto a Lisbona. Sono famose le frittelle di baccalà, una vera leccornia. La seconda variante di frittelle è invece dolce, facendone l’ideale per una merenda o per una colazione, si tratta delle “pastéis de nata”, ovvero di bignè fritti di pasta sfoglia riempiti di crema cotta al forno. Essendo la prova costume ancora lontana, vale sicuramente la pena di assaggiarli! Il “Bairro Alto” (quartiere alto) è, per eccellenza, il punto con la maggiore concentrazione di “tascas”. Sia che scegliate queste ultime o altro tipo di ristorante, la cucina portoghese – coi suoi sapori mediterranei, veraci e genuini – vi conquisterà.
(2) “Baixa” e “Rossio”: la “Baixa” è la parte bassa della città. Ricordate che Lisbona è edificata su sette colli? Ebbene, il quartiere della “Baixa” è l’unico privo di sali-scendi, ma non privo di fascino per gli edifici in stile neoclassico, le fontane barocche, la zona pedonale con varie pasticcerie coi tavolini all’aperto e i famosi marciapiedi con mosaici neri e bianchi dai disegni ondulati, chiamati “calçada”. Le strade sono ad angolo retto e conducono tutte verso l’arco trionfale di “Praca do Comercio” (Piazza del Commercio), che oltre a essere una delle più grandi in Europa coi suoi quasi 40.000 mq, offre anche uno sbocco sul fiume Tago. Dalla “Baixa” è raggiungibile la grande piazza del “Rossio”, che in realtà si chiama “Praca Dom Pedro IV”, e risale al XII secolo. Non dimenticate di dare un’occhiata alla facciata della stazione ferroviaria del “Rossio”.

(3) “Belém”: da non confondere con l’omonima soubrette argentina, il cui nome termina con la “n” per altro! “Belém” è un antico quartiere di Lisbona lungo la costa raggiungibile in tram da “Praca do Comercio”. I monumenti di spicco, patrimonio dell’UNESCO, sono la torre-fortezza Vasco da Gama, simbolo delle conquiste marittime portoghesi nel XV secolo, dedicata all’omonimo navigatore famoso per aver circumnavigato l’Africa approdando in India ed il “Mosteiro dos Jeronimos”, monastero edificato nel XVI secolo. A “Belém” è possibile gustare presso la ”Antigua Confeitaria”, non lontana dal “Mosteiro dos Jeronimos”, le “pastéis de nata”, a cui se ne attribuisce l’invenzione. L’unico problema è la lunga coda! Per chi avesse voglia di passeggiare, è possibile raggiungere a piedi il giardino botanico, “Jardim botânico da Ajuda”. Il passato coloniale di Lisbona è ancor oggi visibile, oltre che dai monumenti, dal carattere multietnico e multiculturale dei suoi abitanti. Si stima che più di un milione di persone abbia lasciato le ex colonie in portoghesi (Brasile; in Africa: Angola, isole di Capo Verde, São Tomé e Príncipe, Guinea-Bissau, Mozambico; in Asia le città di Goa in India e di Macau in Cina…) per trasferirsi in Portogallo, soprattutto a Lisbona, si tratta dei “retournados”.

(4) Giro in tram nel quartiere “Alfama”: dopo tante passeggiate, è possibile continuare a godersi le meraviglie della città, nel tipico quartiere di “Alfama”, da seduti a bordo del tram turistico numero 28. Il biglietto si fa direttamente sul tram e costa 1,30 Euro. “Alfama” è un dedalo di vicoli, di sali-scendi, con antiche botteghe e case decorate con mosaici di piastrelle di ceramica con disegni colorati, “azulejos”. Le curve del tram numero 28 sono spesso rasenti il muro di molte case e ogni curva sembra più improbabile e spericolata della precedente. Il giro in tram permette di vedere scorci di vita, tradizioni, colori e di percepire odori e rumori. Si vedono tanti giovani seduti a prendere un caffè o il tipico aperitivo a base di lumachine (“caracois”) al peperoncino e una birra; si vedono i panni stesi ad asciugare all’aria aperta su corde tirate da una casa all’altra, che spesso sono distanti meno di 3 metri l’una dall’altra; si vedono le decorazioni delle feste di quartiere e religiose; si sentono gli odori delle cucine, talvolta sconfinanti in zaffate d’aglio; e si viene proiettati in una dimensione cittadina, lontana dalla maestosità monumentale e fatta di angusti spazi.

(5) “Las Docas”: gradevolissimo e moderno quartiere ricco di ristoranti alla moda e di locali notturni trendy sulla riva del fiume Tago e vicino al “Puente 25 de Abril “ che ricorda in miniatura il Golden Gate di San Francisco. “Las Docas” è raggiungibile in taxi che è sempre molto economico. Frequentato dai lisboneti e davvero poco turistico, conserva intatto il fascino autentico della vita notturna di città. L’isola pedonale è delimitata dal fiume, ove sono ormeggiati vari tipi di imbarcazione da diporto e dai ristoranti, tutti con tavoli anche all’esterno e diverse piante.


(6) Funicolari ed ascensori: vi sono ben tre funicolari e sono l’ideale per raggiungere le colline su cui si stende Lisbona, permettendo di godere al contempo di uno splendido panorama. Tra le funicolari esistenti la più antica, risalente al XIX secolo, sino a essere considerata monumento nazionale, è la “Funicolare da Bica”, che prende il nome dall’omonima via, “Rua da Bica”. A Lisbona vi sono anche diversi ascensori (“elévadores”), che risparmiano scalinate e salite, permettendo di raggiungere velocemente e comodamente i vari dislivelli su cui è edificata la città. Il più famoso ascensore è quello in ferro battuto in stile neogotico di “Santa Justa” che collega il dislivello di 30 metri tra i quartieri de la Baixa e del Chiado.

(7) Castello di São Jorge: si erge sul colle più alto della città e risale al XII secolo. Si tratta di un castello fortezza, all’interno delle cui mura vi è una cittadella. È proprio da qui che fu respinto l’assedio dei mori (arabi) a Lisbona. Nei giardini interni si tengono degli spettacoli culturali, ma la cosa più bella resta sempre lo splendido panorama a 360° sulla città e sul fiume Tago.

Allora, avete già pronte le valigie per Lisbona?
Sara Artusi





