“Maschio Alfa – excursus semiserio della dominazione maschile” di Manuele Testai e pubblicato dalla casa editrice goWare in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre), invita a dire basta agli stereotipi di genere e a superare il mito dell’Uomo Maschio attraverso un excursus semiserio sulla dominazione maschile nella storia.
L’autore analizza con approccio multidisciplinare gli aspetti storici, sociologici e psicologici che stanno alla radice del dominio maschile e riflette in maniera critica sui modelli di ruolo preconfezionati che continuano a prevalere nella nostra società, mettendo in discussione in particolar modo quelli maschili.
«Manuele Testai riesce a toccare tutti i temi cari a chi si occupi di disparità di genere. Quanto meno a chi cerchi di occuparsene con uno sguardo che tenti di superare gli offuscamenti ideologici, puntando a soluzioni ed equilibri sociali nuovi» scrive Cristina Giachi, vice sindaco e assessore all’educazione, università e ricerca del Comune di Firenze, nella prefazione del saggio.
Da dove ha origine il mito dell’Uomo Maschio? Perché le donne vengono definite come gentil sesso? Perché gli uomini vengono chiamati anche sesso forte? A queste domande Manuele Testai cerca una risposta facendo un passo indietro nel tempo, fino alla civiltà greco-romana, di cui svela dettagli sorprendenti.
All’excursus storico e sociologico e alla trattazione semiseria del maschio alfa si accompagna nel saggio un elogio del senso critico che promuove il superamento dei modelli di ruolo ancora predominanti.
«Credo sia giunto il momento di ricostruire una nuova mascolinità, – scrive Testai – sentirsi autentici significa essere liberi di sviluppare tratti, caratteristiche inclini alla nostra parte più profonda. Ci è data la possibilità di esprimere veramente chi siamo aprendo un dialogo simbolico con noi stessi, magari accettando la nostra sensibilità e valorizzando i sentimenti da sempre associati al femminile, con la consapevolezza che si può essere duri e allo stesso tempo vulnerabili, aggressivi e sensibili, rimanendo nell’ambivalenza, nella contraddizione».
(A.P.)





