Quante volte da bambine, guardando una donna incinta, ci siamo chieste che sensazioni avesse potuto provare, se davvero si muovesse qualcosa lì dentro e come saremmo state noi da grandi con quel pancione? Prima di diventare mamme abbiamo fantasticato su quanto meravigliosa sarebbe stata la nostra vita quando avremo finalmente tenuto il frutto del nostro amore tra le braccia. Poi, finalmente abbiamo stretto quel test positivo tra le mani, quel sogno si è trasformato pian piano, giorno dopo giorno, in una meravigliosa realtà. Nove mesi di attesa vissuti immaginando i suoi lineamenti stando bene attente a percepire ogni suo singolo movimento o segnale che ci potesse tranquillizzare. Quaranta settimane che racchiudono emozioni forti di gioia, a volte anche ansia, ma che sono tutte protese verso il giorno della nascita, il momento esatto in cui la nostra esistenza si sarebbe trasformata per sempre per accogliere quella vita e iniziare la nostra storia di famiglia. Giorni e giorni in cui, nonostante i malesseri più o meno fisiologici che la gravidanza porta con sé, ci siamo sentite come delle principesse, custodi di un dono così prezioso da non avere eguali. E poi finalmente è arrivato il giorno fatidico, quello in cui la vita viene alla luce con tutta la sua onnipotenza, la sua forza e anche il suo meraviglioso dolore. Abbiamo tra le braccia il nostro angelo, dopo pochi giorni siamo già a casa e comincia quella vita che abbiamo tanto atteso. E ora? Cosa facciamo, ora? Quando il nostro cucciolo piange e noi non siamo ancora in grado di decifrare i suoi singhiozzi, quando proviamo ad attaccarlo al seno ma non siamo sicure che si sia nutrito a sufficienza, quando insieme alla gioia di averlo in braccio proviamo anche la fatica, la stanchezza e a volte anche la solitudine e il senso di colpa per queste emozioni che non avevamo preventivato di vivere? La maternità è spesso dipinta dai mass-media come una meravigliosa storia a lieto fine, in cui però manca l’antagonista: le nostre paure, insicurezze, i cambiamenti repentini d’umore che sono una conseguenza naturale degli sbalzi ormonali che ogni mamma ha in seguito al parto. Ed è proprio in questi momenti che le neo-mamme andrebbero sostenute da chi le circonda: il baby-blues è una condizione fisiologica che va conosciuta per poter essere affrontata con consapevolezza. Ogni futura mamma dovrebbe avere la possibilità di chiedere aiuto concreto senza per questo sentirsi inadeguata. Bisognerebbe garantirle la possibilità di vivere i primi giorni a contatto con il suo bambino senza doversi preoccupare delle incombenze quotidiane.
Come fare per prepararsi ad affrontare al meglio il periodo del puerperio?
– Informarsi già in gravidanza sulle strutture di supporto alla maternità presenti sul territorio:
consulenti allattamento, ostetriche e doule per consigli sulle necessità pratiche da affrontare con un neonato ma anche counsellor e psicologhe per poter gestire al meglio lo tsunami emotivo che pervade ogni neo-mamma.
– Condividere le proprie emozioni: non sentitevi in colpa se provate dei sentimenti che non sono quelli che vi aspettavate. La maternità è una condizione nuova, mai vissuta prima e voi vi state sperimentando in questa situazione sconosciuta con le vostre risorse. Non chiudetevi a riccio ma descrivete come vi sentite a chi vi è accanto e può comprendervi, che sia un’amica, la vostra mamma o un gruppo di neo-mamme che stanno attraversando lo stesso percorso.
– Chiedete aiuto: la cosa importante è gettare le basi della relazione col vostro bambino. Per poterlo fare avete bisogno di tempo, calma e serenità. Tutte le preoccupazioni per le incombenze pratiche e organizzative (pulizie, cucinare, spesa, visite dei parenti e amici) possono essere delegate ad altri familiari (marito, genitori,….).
Quando parlo delle ‘blues moms’ (e ultimamente lo faccio spesso su QNUM) non intendo delle mamme tristi: piuttosto sono mamme che stanno vivendo lo tsunami terribilmente meraviglioso della maternità e che hanno bisogno di tutto il sostegno e l’aiuto da parte di chi le circonda per poterlo attraversare nel migliore dei modi.
Miss Chiaraluce





