Pidocchi, compagni indesiderati!

Immagine di Emanuela Beretta

Scuole e asili hanno riaperto da neppure un mese e già i pidocchi sono un vero e proprio grattacapo! Giusto ieri, all’ingresso della materna di mio figlio, il temuto cartello: “Si è verificato un caso di pediculosi”… sconforto, basta conoscerli una volta per non volerli rivedere mai più!

Il Pediculis capitis è un insetto parassita, lungo circa 2/3 millimetri, che vive sul cuoio capelluto degli esseri umani, si nutre del loro sangue e si riproduce deponendo fino a 300 uova in sei settimane. Dipende completamente dall’ospite, sia per la nutrizione sia per il calore.

Il pidocchio si ancora all’epidermide con i denti e fa penetrare nel derma gli stiletti, che si orientano verso un vaso sanguigno, lo perforano e danno così avvio alla nutrizione. La saliva che l’insetto riversa nella ferita è causa d’infiammazione che si esprime con prurito e dermatite.

È ormai risaputo che la pediculosi non ha nulla a che vedere con la mancanza d’igiene, prova ne è che questi parassiti preferiscono le teste belle pulite.

I pidocchi si trasmettono da una persona all’altra tramite contatto diretto (non saltano e non volano) delle teste, per almeno qualche secondo, oppure, più raramente, venendo a contatto con un oggetto o un indumento infetto dal pidocchio o dalle lendini. Il parassita, infatti, sopravvive 1-2 giorni lontano dalla testa “ospite”, fino a quattro ore se immerso completamente in acqua, mentre le ninfe (giovani ancora non in grado di riprodursi) resistono a temperatura ambiente sino a dieci giorni.

Scambio di spazzola, laccetti, cappello o sciarpa, un tenero abbraccio, sono tutte azioni favorevoli a un potenziale contagio.

Insomma il pidocchio del capo cerca casa sulla testa dei nostri bambini (ma ovviamente non disdegna di passare anche su quella di noi genitori) dando inizio all’infestazione, anzi all’invasione!

Il bambino inizia a grattarsi insistentemente il capo, soprattutto dietro la nuca e le orecchie (le parti più calde della testa).

Urge esaminare la testa del malcapitato. Forse non sarà facile individuare il pidocchio adulto, di più facile individuazione sono le lendini. Le uova del pidocchio sono sferiche, grandi poco meno di un millimetro, di colore bianco-grigiastro e si trovano saldamente attaccate alla radice del capello. Proprio questa ultima caratteristica permette di distinguerle dalla forfora che si stacca facilmente soffiandoci sopra o asportandola con le mani.

Prevenzione e cura? Di certo se un bambino è affetto da pediculosi, è meglio che tutte le teste della famiglia siano controllate. Forse proprio il controllo, metodico e paziente, sotto la luce diretta, è l’unica prevenzione efficace alla diffusione del parassita. Esaminare regolarmente il capo del bambino permette di individuare i pidocchi magari prima che inizino a riprodursi e consente di avvisare tutte le persone che sono venute a contatto con il bimbo (sarebbe sciocco vergognarsi e sottacere il problema) arginando così l’infestazione.

In farmacia si possono trovare lozioni che aiutano a prevenire l’infestazione. Sono a base di sostanze chimiche o meglio ancora naturali, che creano una sorta di pellicola protettiva del cuoio capelluto o ne alterano il ph rendendolo ostile all’insediamento dei parassiti.

Lo stesso effetto preventivo si può ottenere con un vecchio rimedio, l’aceto, da miscelare con l’acqua di risciacquo dopo il lavaggio dei capelli.

Tagliare i capelli invece, non preverrà né risolverà il problema. Al pidocchio bastano pochi millimetri di lunghezza per attaccarsi e deporre le lendini!

A infestazione avvenuta si possono utilizzare prodotti atipediculosi generalmente a base di Permetrina o Malthion. Sottoforma di shampoo, crema o polvere si cospargono sul capo e si lasciano agire per il tempo indicato. Usateli con cautela perché sono a base di pesticidi, anche se, visto, il basso dosaggio da impiegare, non sono dannosi per la salute.

La successiva rimozione meccanica delle lendini eventualmente rimaste è sempre consigliabile. Si può utilizzare a tal fine un pettine in metallo a denti fitti. È altresì consigliato ripetere l’applicazione a distanza di una settimana perché i pidocchi hanno sviluppato una certa resistenza ad alcuni principi attivi e, in tal modo, si potranno eliminare tutti gli eventuali pidocchi nati dopo il primo trattamento.

Ricordatevi di lavare ad alte temperature vestiti, lenzuola, asciugamani, peluche e quant’altro ove possa esservi annidati pidocchi.

Con la certezza che lette queste righe sentirete un inevitabile e psicologico prurito al capo, in bocca al lupo perché le chiome di tutti siano libere da parassiti indesiderati!

Emanuela Beretta

 

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