Sapete cos’è il Rotavirus?

Immagine di Emanuela Beretta

Il rotavirus rappresenta la causa più comune di gastroenterite nei neonati e nei bambini di tutto il mondo ed è la causa più frequente di ricovero nell’infanzia. Si stima che nei mesi invernali, nel nostro paese circa cinquantamila bambini finiscono in pronto soccorso per infezione da rotavirus. I più colpiti hanno tra i sei e i ventiquattro mesi d’età.

Il virus è molto contagioso ed è infettivo già due giorni prima che si manifestino i sintomi e fino al loro persistere. La trasmissione avviene più che altro attraverso il contatto delle mani sporche per aver toccato pannoloni o per aver accudito ai bambini malati. Avviene altresì per via aerea. Tosse, starnuti, scambio di oggetti (come giocattoli) infettati e poi portati alla bocca (attenzione anche alle manine sporche!).

I sintomi, davvero fastidiosi, del rotavirus sono diarrea e vomito, come in una normale gastroenterite, ai quali si aggiungono febbre, disidratazione, sonnolenza e secchezza delle mucose.

Nonostante nella maggior parte dei casi i disturbi si risolvano in breve tempo e senza necessità di esami o di cure particolari, è bene non sottovalutare la situazione e rivolgersi al pediatra qualora il bambino appaia particolarmente provato. Tra i rischi maggiori della malattia c’è, infatti, la disidratazione che, nei più piccoli, può provocare problemi clinici pesanti.

Il bambino deve assumere molti liquidi per reintegrare quelli persi a causa degli attacchi di vomito e/o diarrea. Incoraggiare quindi il bambino a bere di frequente, anche a piccoli sorsi, acqua o soluzioni saline reidratanti. Qualora la mamma allatti, potrà offrirgli il seno con maggior frequenza. Per quanto riguarda l’alimentazione, vanno evitati cibi grassi, fritti e molto conditi, ma se il bambino ha fame, non è il caso di limitarlo.

In caso di febbre sopra i trentotto gradi e mezzo si può somministrare un farmaco antipiretico come il paracetamolo. Per vomito e diarrea, invece, è meglio aspettare che i disturbi vadano ad attenuarsi da soli fino a scomparire del tutto, senza ricorrere, se possibile, ai medicinali che comunque agirebbero sul sintomo e non sul virus.

Attualmente sono disponibili due vaccini antirotavirus che si somministrano in due o tre dosi, per via orale, come un fermento lattico. La vaccinazione, non obbligatoria, è a pagamento ed è raccomandata per i più piccini che frequentano l’asilo nido o la scuola materna dove il rischio di contagio è massimo.

Emanuela Beretta

 

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