Siamo sicuri di non essere un po’ “bulli” anche noi adulti?

internet bullying

 

Molti bambini e adolescenti non hanno ancora piena consapevolezza di cosa sia realmente il bullismo ma è un dato di fatto che troppi di loro, inconsapevolmente appunto, si trovino a doverlo subire. E noi genitori, abbiamo pienamente compreso di cosa si tratti?
Non esiste soltanto il bullismo fisico (botte, spintoni, calci…) ma anche (non meno gravi) il bullismo verbale, quello psicologico e il cyberbullying.
Considerando il bullismo verbale, dobbiamo avere chiaro in testa che, se nostro figlio prende continuamente in giro un compagno di classe dicendogli magari che è un “ciccione”, se nostro figlio dice continuamente “sei un gay” a quello che sbaglia il compito, se nostro figlio prende continuamente in giro un altro bambino perché gli pare impossibile possa esistere una “famiglia allargata”, se nostro figlio fa continuamente in modo di escludere un altro bambino, solo perché gli è antipatico, dal gruppo dei suoi coetanei, nostro figlio è un bullo.
Prendiamone atto e vediamo di fare i genitori perché la colpa è nostra che non abbiamo saputo (o non abbiamo avuto voglia perché “cavolo, lavoro già tutto il giorno, ci manca che quando arrivo a casa la sera mi debba mettere a fare certi discorsi… no, non c’ho voglia, tanto il bullismo lo studiano a scuola”) insegnargli ad avere rispetto per gli altri, non gli abbiamo detto che bisogna rispettare le idee e i modi di essere di tutti, non gli abbiamo fatto capire che è sempre meglio non fare agli altri, ciò che non vorremmo fosse fatto a noi. Ma, certo, “tanto son bambini”. E, forse, siamo proprio noi adulti i primi “bulli”, quelli da cui prendere esempio.

 

Antonella Pfeiffer

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