Storie senza nulla addosso

laura copertina

Questi racconti, li ho scritti un po’ di tempo fa, quando ero un po’ più giovincella. Sono stati nel cassetto, in una bella cartellina rossa, per più di dieci anni. Ogni tanto, quando restavo senza un libro da leggere, di sera nel mio letto, mi capitava di rileggerli e ogni volta, mi capitava pure di commuovermi. Li ho scritti io? Quando, esattamente? Perché li ho scritti? Mi sono decisa a “sistemarli” (in realtà, nemmeno poi tanto, visto che sono rimasti praticamente identici nella forma e nei contenuti… ho corretto la punteggiatura e qualcosa di grammatica) quando ho notato che molto spesso, da un po’ di anni a questa parte, le persone hanno bisogno di sentirsi dire o leggere delle frasi in cui ritrovarsi. E se l’ho fatto io, di ritrovarmi nei miei scritti, anche a distanza di tanti anni, perché non può succedere anche ad altri? Una persona, tanti anni fa, dopo aver letto un mio racconto e riferendosi alla sua “morale”, mi disse: “Caspita, hai detto bene quello che pensano tutti; succede proprio come hai scritto tu”. Ecco. I sentimenti degli uomini sono quelli, uguali per tutti; c’è chi li vive in un modo e chi nell’altro, chi li tiene dentro e chi li estrinseca come può. Io ho cercato di tirarne fuori alcuni. Spero di incontrare ancora persone, domani, che mi dicano “quello che c’è nel tuo racconto della baita (o delle nuvole o del treno o della coccinella… vanno bene tutti) l’ho sempre pensato anch’io”. Come ho detto nella prefazione di “Storie senza nulla addosso”, vorrei parlare a “gente con un cuore” che ha piacere di leggere i miei scritti, semplicemente perché potrebbe averli scritti al mio posto.

Laura Vallari

 

 

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