La personalità di ciascuno di noi è data da vari aspetti di sé che singolarmente si accentuano secondo le situazioni che viviamo nel quotidiano. A casa, al lavoro o a una cena con gli amici, ogni giorno è come se ci calassimo in diversi ruoli, come se indossassimo una maschera. Tutto ciò non certo per dare una connotazione negativa. È semplicemente ciò che succede a seconda che ci si senta o si possa essere in parte liberi, professionali o sereni in una situazione piuttosto che in altre. La stessa cosa vale per i bambini. Quante volte dai colloqui con le maestre del nido o della scuola emerge che i nostri figli hanno un comportamento a volte differente quando sono in mezzo ai compagni piuttosto che quando si trovano con noi?
Un aspetto di teatralità è insito, in maniera in parte consapevole, in ogni essere umano e ci accompagna nelle nostre azioni. Il Carnevale offre un’opportunità di esprimere questa teatralità, soprattutto per nostri bambini.
L’identificazione è un processo psichico funzionale allo sviluppo dell’identità. Il bambino, “esplora” il mondo nella veste di un determinato personaggio e facendone propri i loro valori, il modo di essere, di sentire, di esprimersi e di pensare. Interpretando quello specifico ruolo, il bambino può sentirsi libero di esprimere parti di sé, di esorcizzare le proprie paure e perfino di dare voce a quei sentimenti negativi che spesso è indotto a censurare nella vita di tutti i giorni.
La scelta della maschera, da parte del bambino, non è quindi casuale. Non si tratta solo di decidere quale personaggio delle fiabe o quale super eroe preferisce, bensì quale aspetto di sé vuole esprimere. Lasciamolo quindi libero nella scelta.
Tuttavia, tra coloratissime stelle filanti e coriandoli non tutti i bambini sono felici, in particolare, non tutti sono a proprio agio nel mascherarsi.
Mai forzare un bambino di fronte al rifiuto di travestirsi o truccarsi. Non banalizziamo l’atteggiamento negativo classificandolo in capriccio (posto che non ci sarebbe nulla di male nel non averne semplicemente voglia, giacché festeggiare in maschera, non è certo un obbligo!), può trattarsi di una paura vera e propria o, alla base, c’è un’eccessiva timidezza o il fastidio per le situazioni caratterizzate dalla presenza di folla o confusione in genere.
Per i bambini più piccoli, la maschera può essere fonte di timore poiché il bambino identificando la persona con la maschera non riconosce più la vera persona dietro. Inoltre, vedersi diverso o con il viso truccato e nascosto dietro un travestimento può essere vissuto come una minaccia e un pericolo per l’immagine di se stessi. Può spaventare.
Un bimbo timido, inoltre, può sentirsi a disagio nell’attirare l’attenzione degli altri mostrandosi mascherato. Potrebbe anche vergognarsene.
In questi casi, se desiderate che il vostro bimbo “festeggi”, trovate un modo tutto vostro per festeggiare. Potete proporgli di realizzare insieme un vestito o una maschera, basterà un po’ di stoffa o tulle colorato, cartoncini di diverso colore, nastrini, colla e pennarelli. Sarà divertente per tutti e potreste travestirvi anche voi se al bambino facesse piacere.
Preferite festicciole con i compagni di asilo e in luoghi familiari oppure festeggiate in casa, magari preparando un buon dolce, chiacchiere e tortelli saranno perfetti se siete delle brave cuoche.
Magari raccontategli quali sono le maschere tradizionali del nostro Paese e trasformatele in allegri personaggi per una favola da inventare insieme.
Emanuela Beretta






