Uno starnuto di troppo!

Immagine di Emanuela Beretta

Ci siamo, il nostro bambino inizia a tirare su con il naso, seguono starnuti e magari anche male alla gola e tosse, insomma è raffreddato.

Di certo la malattia infettiva più comune, la rinite è un’infezione contagiosa delle vie aeree superiori, di origine virale causata, nella maggior parte dei casi, dai rhinovirus che vivono in goccioline invisibili presenti nell’aria che si respira oppure sulle superfici con le quali si viene a contatto. I raffreddori si trasmettono con maggior facilità nei primi tre-quattro giorni dopo la comparsa dei sintomi e possono essere contagiosi per un periodo che va fino alle tre settimane.

Per i bambini, soprattutto molto piccoli, il raffreddore è spesso debilitante perché alla difficoltà di respirare spesso si accompagna mal di testa, febbriciattola, indolenzimento muscolare e perdita dell’appetito. All’elevata incidenza di queste malattie in età pediatrica si devono numerose chiamate ai pediatri. Il medico non sarà in grado di identificare il virus specifico che provoca i sintomi del raffreddore, ma potrà esaminare la gola e le orecchie del bambino e, se ritiene sia il caso, prelevare un tampone faringeo (Il prelievo del tampone faringeo è una procedura semplice e per niente dolorosa che consiste nello spazzolare delicatamente l’interno della gola con un lungo tampone di cotone, al fine di prelevare e analizzare i germi che vi si attaccano) per accertare che i sintomi non siano provocati da un altro disturbo che potrebbe richiedere una terapia specifica, magari antibiotica. Se i sintomi del piccolo, infatti, peggiorano anziché migliorare, potrebbe trattarsi di un problema diverso come ad esempio un’infezione da streptococco, una sinusite o una bronchite. Tra le complicazioni più comuni all’infezione da raffreddore, soprattutto nei bambini più piccoli, l’otite media, di origine batterica o la bronchiolite che ha natura virale.

L’abuso dei farmaci, più che altro utilizzati per alleviare i sintomi, non è giustificabile dal punto di vista del decorso della malattia che dura solo alcuni giorni e molto difficilmente supera la settimana. Meglio lasciare che la malattia faccia il suo decorso, evitando così episodi di ricaduta.

Per combattere il disagio provocato dal raffreddore si consigliano lavaggi delle narici con acqua fisiologica per alleviare la congestione nasale, l’utilizzo di un umidificatore per aumentare l’umidità dell’aria, unguenti balsamici per i bimbi più grandi, caramelle disinfettanti per alleviare il mal di gola (per i bambini di età superiore ai 3 anni), un bagno caldo o una borsa dell’acqua calda per alleviare i dolori, vapori caldi per facilitare la respirazione. Una curiosità relativa a un classico rimedio della nonna: il brodo di pollo. Contiene un aminoacido (la cisteina) in grado di ispessire il muco e alcune ricerche dimostrano che contribuisca a tenere sotto controllo i globuli bianchi responsabili della congestione.

Non esiste alcun vaccino che possa prevenire i raffreddori, perché sono molti i virus che possono provocarli, inoltre il fumo passivo può predisporre al contagio. Si raccomanda di lavarsi le mani accuratamente e con frequenza, soprattutto dopo essersi soffiati il naso. Coprirsi il naso e la bocca quando si tossisce o starnutisce. Non usare gli stessi asciugamani di chi ha il raffreddore e non bere dallo stesso bicchiere, lattina o bottiglia di altre persone. Non usare fazzoletti già usati da altri e gettare i propri una volta usati. Riposare è un valido aiuto, evitare attività fisica faticosa e bere molto (succo di frutta, acqua e bevande che non contengono caffeina). Le attività quotidiane probabilmente non peggioreranno la malattia ma ne aumenteranno il rischio di diffusione.

Attenzione se i sintomi si protraggono per più di una settimana, compaiono tutti gli anni nello stesso periodo oppure si verificano quando il bambino è esposto ai pollini, alla polvere, a determinati animali o a un’altra sostanza. Potrebbe trattarsi di un’allergia. Se ha difficoltà respiratorie oppure presenta un respiro affannoso quando è raffreddato, potrebbe avere l’asma.

Il pediatra potrà fornirvi tutte le risposte.

Emanuela Beretta

 

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