La mia America

Vi presento LA MIA AMERICA, ovvero l’America vista e visitatacon gli occhi di una donna-mamma molto osservatrice. Il primo tema di cui viparlo è IL CIBO. Perché proprio questo come primo tema? Perché è indubbio chesia il tema più importante per gli Americani e lo si può capire da tante cosenon appena si mette piede su questa terra: l’obesità di cui soffre lapopolazione adulta, la pubblicità e gli odori.
L’Americano adulto o è magro o è obeso. Non ci sono vie dimezzo. Al supermercato o alle fiere li vedi che, non potendo più camminaresulle loro gambe, girano con quelle sedie a motore. E non riescono a fermarsi:mangiano. I bambini sono ancora salvi perché a scuola danno molta importanzaall’attività fisica. Il loro problema è che hanno il destino segnato quandosmetteranno di fare sport continuando a mangiare quello che mangiano.
Alla televisione, sui giornali e per strada la pubblicità delcibo è la più frequente. Non ho i dati per poterlo dire con assoluta certezza:è una conclusione cui sono giunta da una MIA personale osservazione. Motivo diaffidabilità di una marca piuttosto che un altra è il tempo di preparazione:più è basso più avrà probabilità di essere acquistato. Cibi precotti, surgelatida poter mettere pochi minuti nel microwave: AWESOME!
A qualsiasi ora vi capiti di passare in un parco, su unaspiaggia, davanti ad un ristorante o fast-food, o nei centri commercialisentirete odore di cibo. Quell’odore di fritto o di Bar-B-Q che non vimolleranno per il resto della giornata. A qualsiasi ora devono mangiare. Inquesto momento sono in spiaggia con la mia famiglia, sono le 15.30 e c’è giàchi sta preparando il BBQ!
Il 4 luglio ci ha impressionato: per vedere i fuochi d’artificioalle 9pm che durano mezz’ora si accampano fin dalle primissime ore delpomeriggio con i loro BBQ portatili, le borse termiche di dimensioni inaudite,panini di ogni forma e dimensione per accontentare tutti.
 Sono le 4pm e i fireworks saranno dopo le 9pm…
  Non si fanno mancare proprio nulla: la comodità innanzitutto!
I ristoranti qui non hanno orari: aprono alle 7 la mattina,quelli che offrono anche la prima colazione, e chiudono alle 9pm, al massimoalle 10pm.
Dopo alcuni mesi passatiqui in America (1 in primavera e 3 ora) ho tratto le mie personalissimeopinioni: a loro mancano alcuni piacere per noi fondamentali. I piaceri dellatavola aiutano a mangiar bene e a stare meglio. Quali sono questi piaceri che aloro mancano?
– la preparazione delle pietanze che per noi mediterranei hamolta importanza. Molti di noi sono ancora legati, o stanno tornandoci, allacultura della cottura lenta. A volte prepariamo la domenica per tutta lasettimana ma ci piace un ragout buono, saporito e preparato da noi. Loro locomprano già pronto e spesso con anche già la pasta dentro… solo da scaldarenel microwave…
– la preparazione della tavola. Qui non apparecchiano: non hannole tovaglie NEMMENO al ristorante. Al massimo la tovaglietta ma spesso, troppospesso, nemmeno quella. Non dà piacere restare a tavola.
– non hanno degli orari “imposti” dalla loro cultura. Noifacciamo i nostri 3 pasti: alle 7, alle 13 e alle 20. Loro non hanno questeimposizioni culturali quindi si trovano a cenare magari alle 5pm, poi alle 8avranno nuovamente fame e ricominceranno a mangiare. E così fanno 5 o 6 pastial giorno… fritti e ipercalorici.
– il piacere dello stare a tavola chiacchierando in buonacompagnia e magari con un buon vino. E abbiamo le nostre portate: antipasto,primo, secondo con contorno e magari dolce. Ci piace gustare ogni pietanza. Quihanno piatti enormi su cui buttano TUTTO insieme: riso o pasta con carne opesce ma poco, verdura. E tutto ben condito con SALSE… non sanno cosa sial’olio. No: solo salse!
Gli Americani non mangiano: si nutrono.
Senza contare l’importanza della nutrizione dei bambini: hovisto mamme dare ai loro bambini di 6-8 mesi le gelatine di frutta… perchégrattugiare una mela può essere troppo faticoso! In un camp come merenda aibambini c’era scritto: FRUTTA. Quando ho visto che consegnavano ai bambini dellebustine con dentro delle specie di caramelline gelatinose alla frutta… misono spaventata!
Renata Serracchioli
Condividi

Un commento

  1. Oh mamma mia che quadro sconvoglente, poveri loro!!!
    Credo fermamente nell'espressione "siamo quello che mangiamo" e sicuramente gli americani non conosceranno mai il concetto di alimentazione equilibrata e miglioramento di life style in grado di garantire nel tempo una vita più sana. Pur lavorando otto ore al giorno, non rinuncerei mai al piacere di stare seduta a tavola con la mia adorata famiglia e preparare per loro dei pasti succulenti.
    Teniamoci strette le nostre belle abitudini!
    Buona giornata e grazie da Annarita

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *